Il legale dell’associazione Ambiente e Pesca Sant’Irene respinge l’ipotesi di un’occupazione arbitraria dell’arenile. Al momento del controllo delle Fiamme gialle Finanza erano ancora aperti i termini comunali per presentare la domanda
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Sono state dissequestrate le dodici imbarcazioni presenti su un’area demaniale marittima in località Sant’Irene, nel territorio comunale di Briatico. A darne notizia è l’avvocato Mario Di Fede, difensore dei proprietari dei natanti, tutti soci dell’associazione di promozione sociale Ambiente e Pesca Sant’Irene Aps.
Il legale interviene sulla vicenda precisando innanzitutto che le imbarcazioni coinvolte sarebbero state dodici e non tredici, come inizialmente comunicato in occasione dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza. I natanti, insieme ai relativi motori marini, erano stati sottoposti a sequestro preventivo nell’ambito di un procedimento della Procura della Repubblica di Vibo Valentia.
L’intervento delle Fiamme gialle aveva interessato uno spazio demaniale di circa 350 metri quadrati, utilizzato per il ricovero delle imbarcazioni. Dagli accertamenti effettuati presso gli uffici del Comune di Briatico era emerso che la precedente concessione demaniale, rilasciata per l’utilizzo dell’area, risultava scaduta il 31 dicembre 2025 e che, al momento delle verifiche, non era stata ancora presentata una richiesta di rinnovo. Il valore complessivo dei beni sequestrati era stato stimato in circa 100mila euro, mentre i soggetti ritenuti responsabili erano stati deferiti all’autorità giudiziaria per la presunta occupazione arbitraria del demanio marittimo.
Una ricostruzione rispetto alla quale la difesa propone ora una diversa lettura, partendo dalle caratteristiche e dalle finalità dell’associazione. «Ambiente e Pesca Sant’Irene esercita senza scopo di lucro attività con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale», afferma l’avvocato Di Fede.
Il difensore evidenzia inoltre che, dal 2 settembre 2022, l’associazione avrebbe sottoscritto protocolli con altre organizzazioni di volontariato, promuovendo durante il periodo estivo attività ricreative, ludiche, sociali e turistico-ricreative rivolte ai soci e alle persone assistite, proprio nella porzione di arenile successivamente interessata dal sequestro.
Secondo quanto sostenuto dal legale, negli anni precedenti l’associazione sarebbe stata regolarmente riconosciuta come soggetto meritevole del rilascio della concessione demaniale marittima, ai sensi dell’articolo 36 del Codice della navigazione, proprio in considerazione delle attività svolte.
«Al momento del sopralluogo della Guardia di Finanza l’associazione aveva occupato la stessa area degli anni precedenti per svolgere attività turistico-ricreative già giudicate meritevoli in passato», spiega Di Fede. Per la difesa, quindi, «la permanenza dei natanti nella stessa area non era da ricondurre a un’arbitraria occupazione, ma a un’aspettativa fondata sulle concessioni ottenute negli anni precedenti e sul parere del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti».
Il punto centrale della ricostruzione difensiva riguarda però i tempi scelti dal Comune di Briatico per la pubblicazione del bando. Negli anni precedenti, sostiene il legale, le procedure per il rilascio o il rinnovo delle concessioni sarebbero state avviate tra maggio e giugno, prima dell’inizio della stagione balneare.
«Quest’anno, invece, il Comune di Briatico ha pubblicato il bando soltanto il 2 luglio, fissando al 13 luglio il termine massimo per la presentazione del modello D1», afferma l’avvocato. Il controllo della Guardia di Finanza sarebbe stato eseguito il 6 luglio, appena quattro giorni dopo l’apertura della procedura.
«Quando gli agenti sono intervenuti, i termini per la presentazione del modello D1 erano stati appena aperti e l’associazione non avrebbe potuto presentare la richiesta in una data precedente», sottolinea ancora Di Fede, contestando così che l’assenza dell’istanza potesse essere considerata espressione di una volontà di occupare abusivamente l’area.
Nel frattempo, riferisce il difensore, l’associazione Ambiente e Pesca Sant’Irene Aps ha ottenuto la concessione demaniale anche per la stagione in corso. «Anche se in ritardo, potrà riprendere la propria attività di volontariato», conclude l’avvocato.


