La protesta degli autotrasportatori calabresi continua. Nonostante l’impegno del Governo a sbloccare 480 milioni di euro per il comparto, i manifestanti non intendono sciogliere i presidi allestiti in tutta la regione. La mobilitazione, che sarebbe dovuta terminare alla mezzanotte di ieri, prosegue anche a Vazzano, dove camionisti e agricoltori si preparano a trascorrere un’altra notte all’interno dei propri mezzi.

Tra le ipotesi c’è quella di raggiungere Roma con una nutrita delegazione, per portare la protesta nella capitale. Al presidio nei pressi dello svincolo autostradale, intanto, crescono la stanchezza e la preoccupazione per il futuro delle aziende.

«Dormiamo nei tir. Ecco le brandine, qualcuno dorme in macchina, qualcuno non dorme per niente», raccontano alcuni autotrasportatori. Quattro notti consecutive, con la prospettiva di dover continuare. «Dobbiamo per forza insistere, siamo costretti, perché o questo o niente».

«Non riusciamo più a coprire le spese»

Tra i manifestanti ci sono piccoli imprenditori che temono di dover chiudere le attività a causa dei costi del carburante. Un giovane titolare di un’azienda di Dinami descrive una situazione ormai insostenibile: «Siamo destinati a chiudere. Ci stanno portando a rinunciare al nostro futuro, alle nostre passioni, le spese sono maggiori delle entrate».

Ancora più pesante la situazione di un imprenditore di Mongiana, titolare di una ditta boschiva e di un’azienda di autotrasporti che consuma tra i 6 e i 7mila litri di gasolio a settimana. 

«Se chiudo, dovrò licenziare 40 dipendenti che saranno costretti ad andare via dal paese perché non c’è altro lavoro. E quando se ne andranno tutti al Nord qui non resterà nessuno. Chiuderanno tutte le attività», avverte.

«Non chiediamo soldi. Vogliamo solo potere lavorare in serenità». E sulla mobilitazione aggiunge: «Finché non abbiamo una risposta concreta, la protesta continua e andremo avanti».

Difficoltà anche per un imprenditore che si occupa di perforazioni e ricerche idriche, con sette dipendenti. «La mia azienda spende quasi mille euro al giorno di gasolio e i costi sono arrivati a non riuscire più a coprire le spese per andare avanti». L’attività è ferma da una settimana. «Se non ci danno un aiuto concreto, rischiamo di chiudere e di mandare a casa i dipendenti».

A rischio non ci sono soltanto le imprese, ma anche i posti di lavoro. «Certo che sono preoccupato – racconta un dipendente –, forse più di loro. Perché se no va bene a loro, non va bene neanche noi».

Sindacati e amministratori al fianco dei manifestanti

Al presidio è arrivato Giuseppe Valentino, segretario generale della Filcams Cgil Calabria, che ha espresso solidarietà ai lavoratori e chiesto un intervento delle istituzioni.

«Non è più sopportabile il clima economico-sociale che stiamo vivendo in Calabria e dentro il Paese», afferma. «Gli scaffali dei supermercati stanno iniziando a svuotarsi. Questo significherà avere da domattina il problema del lavoro, dell’occupazione e della povertà che cresce».

Da qui la richiesta di un tavolo istituzionale con la Regione. «Il governatore deve aprire un tavolo di emergenza sul lavoro. Questa situazione non è ordinaria e bisogna intervenire da subito».

Presente anche Carmine Armellino, presidente del comitato provinciale Anpi, secondo cui la protesta riguarda ormai l’intera popolazione. «Non è una protesta relativa solamente agli autotrasportatori e agli agricoltori. È un problema che riguarda tutti, perché il carovita rende sempre più difficile arrivare a fine mese».

Al presidio è tornato anche il sindaco di Sorianello, Sergio Cannatelli, che ha espresso vicinanza agli autotrasportatori e agli agricoltori. «Questa loro esasperazione è un po’ l’esasperazione di tutta la nostra comunità, che davvero non ce la fa più ad andare avanti con l’aumento incontrollato non solo del carburante, ma di tutti i beni, soprattutto quelli di prima necessità».

Il primo cittadino segnala anche le difficoltà delle famiglie: «Ricevo quotidianamente tantissimi padri di famiglia che sono esasperati, non riescono ad arrivare a fine mese». Per Cannatelli, senza un sostegno concreto anche a livello europeo sarà difficile trovare una soluzione.

In piazza anche le studentesse: «Il problema è di tutti»

Accanto ad autotrasportatori e agricoltori ci sono Federica e Ludovica, studentesse del liceo scientifico di Soriano.

Le due ragazze chiedono maggiore partecipazione, soprattutto da parte dei giovani.

«Il problema è di tutti, non è solo di una persona, è del popolo intero. Tutti stiamo soffrendo», spiegano. «Se non iniziamo noi, che siamo la voce del futuro, penso che non ci saranno mai cambiamenti».

Le studentesse richiamano l’attenzione anche sulle rinunce delle famiglie e sulla difficoltà di sostenere le spese quotidiane. «Non parliamo solamente degli autotrasportatori, ma anche di padri di famiglia che non riescono ad arrivare a fine mese. Se c’è disinteresse non si arriva da nessuna parte».