Per l’associazione l’intervento privato che ha menomato la pianta ultracentenaria simbolo della città napitina ha decretato di fatto la morte «del suo valore di memoria e identità storica»
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L’associazione Italia nostra, sezione di Vibo si mobilita per l’Araucaria ultracentenaria di Pizzo che nelle scorse ore ha rischiato un abbattimento per interventi di natura privata. La rimozione è stata interrotta grazie alla segnalazione di alcuni cittadini e al tempestivo intervento della Polizia municipale. I danni però ci sono stati.
A seguito della vicenda, Italia nostra, previo avviso alla Questura, ha indetto una pubblica riunione per il 4 aprile prossimo, dalle ore 16.00, in piazza della Repubblica o, dietro richiesta al Comune di Pizzo e qualora vi fosse maltempo, presso il Palazzo della Cultura. «Sono invitati a partecipare tutti i cittadini, tutte le associazioni e tutti gli enti pubblici o le pubbliche autorità preposti alla tutela della legalità nonché del patrimonio culturale ed ambientale della Nazione, ciò per manifestare sdegno e distacco da tale evento. Italia nostra – si legge nella nota stampa - ha anche invitato il sindaco di Pizzo, Sergio Pititto, sulla scorta di quanto già fatto dal sindaco di San Lorenzo (Reggio Calabria) lo scorso 12 febbraio, ad emettere propria ordinanza di lutto cittadino per la giornata di domani o di dopodomani».
L’associazione evidenzia: «Sebbene qui l’Araucaria non sia morta fisicamente, a differenza di quanto accaduto il 12 febbraio a San Lorenzo dove l’Olmo monumentale e secolare, simbolo di identità storica e collettiva, fu divelto dal ciclone Harry e, quindi, morì fisicamente, è indubbio che sia morta la sua bellezza paesaggistica, che sia morta la sua monumentalità, che sia morto il suo essere simbolo unico e irripetibile (se non fra altri 140 anni) di Pizzo, che sia morto il suo valore di memoria ed identità storica e collettiva, che sia morto il suo essere esempio di intelligenza e di civiltà locali. Tutte ragioni valide, quindi, acchè venga proclamato il lutto cittadino».
In conclusione, Italia nostra auspica un momento di riflessione collettiva, «tanto più nell’attuale periodo pasquale, che, già di per sé, porta al raccoglimento ed alla riflessione intima e di positiva catarsi in relazione alle condotte umane dannose ed ingiuste».


