La donna è stata uccisa con 5 colpi di pistola dal marito Pasquale Calzone, che subito dopo si è suicidato. In vita aveva espresso la volontà di essere sottoposto a cremazione ma il corpo dovrà restare a disposizione dei magistrati fino alla conclusione delle indagini
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Assunta Currà, a destra la casa teatro del femminicidio
Si svolgeranno giovedì prossimo, alle 10, i funerali della 55enne Maria Assunta Currà, la donna vittima a Mileto di un caso di femminicidio. Le esequie, per volontà della famiglia in forma strettamente privata, saranno celebrate nella chiesa parrocchiale della Santissima Trinità-San Benedetto. Per quanto riguarda il marito 63enne Pasquale Calzone, invece, autore dell'omicidio-suicidio compiuto nel primo pomeriggio di venerdì scorso, la data e la forma sono ancora da stabilire. In vita avrebbe espresso la volontà di mettere il suo corpo a disposizione della ricerca scientifica e di essere cremato. Una procedura al momento non praticabile, visto che dopo l'autopsia di ieri la salma dovrà rimanere a disposizione dei magistrati fino alla conclusione delle indagini. In ogni caso si tratterà di cerimonie funebri separate, così come nei desiderata del figlio 35enne della coppia, Federico, da qualche anno trasferitosi a Torino per motivi di lavoro.
I due sposi erano entrati in crisi circa un anno fa, dopo una vita trascorsa assieme. Il tragico epilogo si è consumato all'interno dell'abitazione in cui fino allo scorso mese di febbraio marito e moglie avevano condiviso la loro esistenza. In via Giuseppe Di Vittorio, in una zona del centro densamente abitata. La vittima di femminicidio si era trasferita sin dal momento della separazione in Toscana, ospitata da una delle sorelle. Poi la decisione di ritornare in Calabria e di stabilirsi a Vibo Valentia, in una casa in affitto. Nei giorni precedenti all'omicidio-suicidio era ritornata a Mileto per prendere le sue ultime cose. Un trasloco ormai agli sgoccioli, purtroppo mai portato a termine.
Pasquale Calzone ha ucciso la consorte utilizzando una pistola regolarmente detenuta. Sparandogli contro cinque colpi, il primo ai piedi e il resto alla schiena e alla testa. Il sesto proiettile lo ha rivolto mortalmente verso di lui, indirizzato precisamente alla tempia. A ritrovare i due corpi in un lago di sangue, uno accanto all'altro, è stato il fratello dell'autore del femminicidio, Franco, preoccupato del fatto che da alcune ore egli non rispondeva al telefono. Le indagini in corso, affidate ai carabinieri, sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia guidata da Camillo Falvo.



