Il dirigente scolastico vibonese sostiene la battaglia della studentessa di Filadelfia affetta da tetraparesi spastica e costretta a utilizzare una sedia a rotelle: «L'inclusione non può fermarsi al cancello della scuola. Nessuno dovrebbe ricorrere a una raccolta fondi per esercitare un diritto»
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«Il Liceo Classico “Michele Morelli” ti aspetta». È il messaggio rivolto a Greta Campisano dal dirigente scolastico dell’Istituto di istruzione superiore Morelli-Colao di Vibo Valentia, Raffaele Suppa, intervenuto nella battaglia intrapresa dalla famiglia della quattordicenne di Filadelfia per ottenere un servizio di trasporto che le permetta di raggiungere ogni giorno la scuola scelta per proseguire gli studi.
Greta, affetta da tetraparesi spastica e costretta a utilizzare una sedia a rotelle, ha concluso la scuola secondaria di primo grado e da settembre vorrebbe frequentare il liceo classico “Michele Morelli” di Vibo Valentia. L’autobus di linea che collega Filadelfia al capoluogo, però, non è attrezzato per trasportare le carrozzine. La famiglia ha iniziato già nei mesi scorsi a chiedere l’intervento degli enti competenti e ha promosso la raccolta fondi “Una strada per Greta”, mentre il Comune di Filadelfia ha pubblicato un bando da circa 30mila euro per individuare un’associazione del Terzo settore alla quale affidare un servizio completo di mezzo e autista. Una soluzione che dovrebbe servire non soltanto alla ragazza, ma anche ad altre persone con disabilità presenti sul territorio.
A prendere posizione è ora il dirigente del liceo scelto da Greta. «Il diritto di Greta che, dopo aver concluso con impegno il proprio percorso nella scuola secondaria di primo grado, sceglie di iscriversi al Liceo Classico “Michele Morelli” perché sente che quello è il luogo nel quale coltivare la propria passione per gli studi umanistici – afferma Suppa –, rappresenta un sogno semplice e normale, che appartiene ad ogni adolescente».
Il preside esprime quindi «vicinanza a Greta e alla sua famiglia, che con grande dignità stanno affrontando una battaglia che non dovrebbe appartenere a una singola famiglia, ma all’intera collettività». Una vicenda che, secondo Suppa, riporta al centro il significato più autentico dell’inclusione scolastica.
«La scuola italiana ha compiuto, negli ultimi decenni, passi straordinari sul terreno dell’inclusione. Abbiamo imparato che l’inclusione non consiste semplicemente nel consentire a uno studente di entrare in un’aula, ma nel creare tutte le condizioni affinché possa vivere pienamente l’esperienza scolastica, esercitando gli stessi diritti e le stesse opportunità dei propri compagni».
Condizioni che devono essere garantite anche prima dell’ingresso nell’edificio scolastico: «Questa vicenda ci ricorda con forza che l’inclusione non può fermarsi al cancello della scuola. Se uno studente non può raggiungere la scuola, il diritto allo studio viene compromesso prima ancora che inizi la giornata scolastica». L’accessibilità, sottolinea il dirigente, «non riguarda soltanto gli edifici, le rampe o gli ascensori: riguarda anche il percorso che conduce ogni mattina un ragazzo dalla propria casa alla propria classe».
Suppa richiama quindi gli articoli 3 e 34 della Costituzione, ricordando che la Repubblica è chiamata a rimuovere gli ostacoli che limitano l’uguaglianza e a garantire una scuola aperta a tutti. «Non si tratta di affermazioni astratte – rimarca –, ma di un preciso impegno che deve tradursi in servizi, organizzazione e responsabilità istituzionale».
Dal dirigente arriva anche un riconoscimento all’Amministrazione comunale di Filadelfia, guidata dal sindaco Anna Bartucca, che ha deciso di intervenire nonostante le competenze sul trasporto degli studenti delle scuole superiori siano attribuite alla Provincia e alla Regione: «In questa vicenda colpisce positivamente il senso di responsabilità dimostrato dall’Amministrazione comunale di Filadelfia, che ha scelto di non limitarsi a richiamare le competenze degli altri enti, ma di cercare concretamente una soluzione. È un atteggiamento che merita apprezzamento, così come merita rispetto la determinazione della famiglia, che ha trasformato una difficoltà personale in un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica su un problema che potrebbe riguardare molti altri studenti».
Il liceo, assicura Suppa, è pronto a fare la propria parte: «La scuola che dirigo è pronta ad accogliere Greta con la stessa attenzione, la stessa cura e lo stesso entusiasmo con cui accoglie ogni studente. La sua presenza rappresenterà una ricchezza per l’intera comunità scolastica, perché ogni ragazzo porta con sé una storia, un talento e una prospettiva».
La speranza è che il confronto tra le istituzioni possa portare in tempi rapidi a una risposta definitiva. «Sono fiducioso che, attraverso la leale collaborazione tra Comune, Provincia, Regione e tutti i soggetti istituzionali coinvolti, si possa giungere rapidamente a una soluzione stabile. Non sarebbe soltanto la risposta a un’esigenza individuale, ma un investimento sul futuro del territorio, perché un servizio di trasporto accessibile diventerebbe un patrimonio permanente per l’intera comunità».
Il dirigente respinge infine l’idea che una famiglia debba ricorrere alla solidarietà privata per ottenere un servizio indispensabile: «Nessuno studente dovrebbe essere costretto a chiedere una raccolta fondi per poter frequentare la scuola che ha liberamente scelto. Nessuna famiglia dovrebbe vivere nell’incertezza quando si tratta di garantire un diritto fondamentale».
Quindi il messaggio diretto alla ragazza: «A Greta desidero rivolgere un messaggio semplice ma sincero: il Liceo Classico “Michele Morelli” ti aspetta. Ti aspetta una comunità educante che riconosce nella cultura uno strumento di libertà e che considera ogni studente una persona da accompagnare nella costruzione del proprio futuro».
«Il diritto allo studio – conclude Suppa – non è una concessione. È il fondamento di una società giusta. Ed è responsabilità di tutti fare in modo che quel diritto diventi realtà, ogni giorno, per ogni studente».


