Non è più il tempo delle solidarietà di rito. L'incendio che all'alba ha distrutto l'auto della consigliera comunale Laura Pugliese, parcheggiata davanti alla sua abitazione di Bivona, rappresenta l'ennesimo episodio di una lunga scia di intimidazioni che negli ultimi mesi sta colpendo amministratori, funzionari e figure pubbliche del Vibonese. Mentre gli investigatori concentrano le indagini sulla pista dolosa, dal mondo politico arriva una risposta trasversale: maggioranza e opposizione, parlamentari, partiti e rappresentanti istituzionali parlano di un'escalation ormai non più tollerabile e chiedono una reazione forte dello Stato per impedire che violenza e paura condizionino la vita democratica della città.

Mangialavori: «Colpire un amministratore significa colpire l'intera comunità»

Tra i primi a intervenire è stato il presidente della Commissione Bilancio della Camera, Giuseppe Mangialavori, che ha espresso vicinanza alla consigliera comunale Laura Pugliese per il grave atto intimidatorio subito.

«Colpire un amministratore locale significa colpire l'intera comunità e tentare di minare la serenità di chi svolge un servizio pubblico», afferma il parlamentare. Mangialavori manifesta piena fiducia nelle forze dell'ordine, impegnate nell'individuazione dei responsabili, sottolineando che «lo Stato è presente e non permetterà che la violenza condizioni l'azione delle istituzioni». Alla consigliera e alla sua famiglia rinnova quindi la propria vicinanza e solidarietà.

Venturino (FdI): «Serve una riflessione comune, la situazione non è più sostenibile»

Una presa di posizione arriva anche da Patrizia Venturino, componente del coordinamento provinciale di Fratelli d'Italia, che parla di «più sincera solidarietà» per «il vile atto» che ha colpito la consigliera comunale, la cui Fiat 500 è stata distrutta dalle fiamme davanti alla propria abitazione.

Venturino sottolinea come la vicinanza sia «non solo politica», nonostante le diverse opinioni e ideologie, «ma anche tutta al femminile», auspicando un fronte comune tra le donne impegnate nelle istituzioni contro chi pensa di poter intimidire con la violenza.

Nel suo intervento richiama inoltre la precedente aggressione subita dal marito della consigliera nel 2025 all'interno della propria attività commerciale, vicenda per la quale è ancora in corso il procedimento giudiziario, pur precisando di non sapere se esista un collegamento tra i due episodi.

Da qui l'appello rivolto a tutte le forze politiche del territorio: «Occorre una riflessione approfondita su quanto sta accadendo a Vibo Valentia, perché la situazione non è più sostenibile».

Greco (Casa Riformista - Italia Viva): «Non sono episodi isolati»

Sulla vicenda interviene anche Filomena Greco, commissaria regionale di Casa Riformista – Italia Viva, che esprime piena solidarietà a Laura Pugliese e alla sua famiglia.

Secondo Greco, quanto accaduto «si inserisce in una serie di episodi intimidatori» che da mesi colpiscono amministratori, dirigenti e funzionari del Comune di Vibo Valentia.

La commissaria invita a non considerare questi fatti come eventi isolati: «Auto bruciate, aggressioni fisiche, colpi d'arma da fuoco, lettere minatorie: è un'escalation sistematica» che colpisce chi svolge un ruolo pubblico e mette a rischio la libertà e la sicurezza di chi sceglie di servire le istituzioni.

Pur esprimendo fiducia nell'attività investigativa delle forze dell'ordine, Greco ribadisce la necessità di affermare «con chiarezza che questo clima è intollerabile», rinnovando la propria vicinanza alla consigliera.

Alecci (Pd): «Escalation di intimidazioni, serve una risposta dello Stato»

Anche il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Ernesto Alecci, ha espresso tutta la propria vicinanza alla consigliera comunale Laura Pugliese e alla sua famiglia per «il gravissimo episodio di intimidazione» rappresentato dall'incendio dell'auto. Il consigliere regionale evidenzia come, con il passare delle ore, la matrice dolosa dell'incendio appaia sempre più probabile, mentre le forze dell'ordine stanno portando avanti tutti gli accertamenti del caso.

Per Alecci, quanto accaduto «conferma una preoccupante escalation di atti intimidatori» che da diversi mesi sta attanagliando l'intera comunità della provincia vibonese. Una situazione che definisce «allarmante» e alla quale, sottolinea, occorre porre rimedio nel più breve tempo possibile.

Il capogruppo dem conclude esprimendo piena fiducia nel lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, dicendosi convinto che i responsabili saranno individuati in tempi brevi e che verranno garantite le condizioni di sicurezza per chi svolge con sacrificio e senso delle istituzioni il proprio impegno nell'amministrazione pubblica.

Il circolo Pd di Vibo: «Clima inquietante»

«Il Circolo del Partito Democratico di Vibo Valentia esprime piena solidarietà alla consigliera comunale Laura Pugliese e la più ferma condanna dell’atto intimidatorio che ha subito la scorsa notte. Le recenti divergenze politiche non hanno intaccato la stima e l'amicizia, che permangono con tutti noi, ed è col massimo affetto che oggi esprimiamo vicinanza e alla sua famiglia. Questo gesto vile colpisce direttamente una rappresentante delle istituzioni ma, con lei, la comunità intera; e purtroppo non è un episodio isolato!». Così in una nota il direttivo del circolo cittadino del Pd di Vibo Valentia.

Che prosegue: «È da diversi mesi che la città assiste ad atti intimidatori di questo tipo e anche a violenze contro la persona, nei confronti di dirigenti comunali (la dottoressa Claudia Santoro e il dottor Andrea Nocita) e amministratori (il presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello, l'assessore Marco Talarico e ora, appunto, la consigliera Laura Pugliese). Sono avvenimenti che creano un clima inquietante, di tensione inaccettabile e che tentano di mettere in discussione il libero esercizio del mandato democratico. Esprimiamo fiducia nel lavoro delle Forze dell’Ordine e delle Istituzioni, affinché si faccia piena luce su questo episodio e sugli altri ancora rimasti impuniti e i responsabili vengano individuati e assicurati alla giustizia» conclude il circolo guidato da Gernando Marasco.