La bitumazione attesa da mesi riaccende la protesta nel quartiere: carreggiata completamente bloccata e famiglie impossibilitate a uscire o a raggiungere le proprie abitazioni. Nel mirino l’assenza di comunicazioni preventive e i possibili rischi in caso di emergenza
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La bitumazione era attesa da mesi, dopo scavi, buche e continui disagi. Ma l’avvio dei lavori, nel primo pomeriggio, si è trasformato nell’ennesima giornata di tensione per gli abitanti di Cancello Rosso. Intorno alle 13.30 gli operai hanno cominciato ad asfaltare la strada, bloccando completamente la carreggiata e, secondo quanto segnalato dai residenti, senza che fosse stata fornita alcuna comunicazione preventiva da parte del Comune.
Il risultato è stato l’isolamento temporaneo di numerose abitazioni. Chi si trovava in casa non ha potuto uscire con la propria automobile, mentre chi era fuori dal quartiere si è ritrovato nell’impossibilità di raggiungere la propria residenza. Una situazione che ha provocato rabbia soprattutto perché via Cancello Rosso rappresenta, per diversi condomini e villette, l’unica strada di accesso.
«Siamo stati presi in ostaggio», è la sintesi utilizzata dagli abitanti per descrivere quanto accaduto. La contestazione non riguarda l’esecuzione dell’intervento, considerato necessario per restituire condizioni decorose a una strada segnata dai lavori degli ultimi mesi, ma le modalità con cui è stata organizzata la chiusura. Ai residenti sarebbe bastato un avviso anticipato per poter programmare gli spostamenti, lasciare le automobili fuori dall’area interessata o rinviare eventuali impegni.
Una strada molto trafficata e nessuna alternativa
Via Cancello Rosso può apparire come una strada periferica, ma serve una zona densamente abitata ed è percorsa quotidianamente da un numero elevato di veicoli. La completa interruzione della carreggiata ha quindi prodotto conseguenze immediate sulla vita di decine di famiglie. A preoccupare sono anche gli eventuali problemi di sicurezza: gli abitanti si chiedono cosa sarebbe accaduto in caso di un’emergenza sanitaria o della necessità di raggiungere rapidamente una delle case rimaste isolate.
Secondo i residenti, la bitumazione avrebbe potuto essere effettuata nelle ore notturne oppure mantenendo aperta una porzione della carreggiata, attraverso un senso unico alternato. Qualora la chiusura totale fosse stata indispensabile, sostengono, sarebbe stato comunque necessario informare per tempo la popolazione, indicando l’orario di inizio, la durata prevista dell’intervento e le eventuali soluzioni alternative.
Mesi di cantieri, scavi e proteste
Il disagio si inserisce in una vicenda che da mesi accompagna la vita del popoloso quartiere vibonese. A Cancello Rosso sono stati aperti diversi cantieri per il rifacimento dei sottoservizi, la separazione delle reti fognarie dalla raccolta delle acque meteoriche, il ripristino della rete idrica e la sistemazione di marciapiedi e strade. Interventi infrastrutturali considerati importanti, ma segnati da rallentamenti, scavi, dissesti e modifiche alla viabilità che hanno alimentato le proteste di cittadini e commercianti.
Già il 25 giugno alcuni abitanti avevano denunciato danni alle automobili, strade difficilmente percorribili e una generale mancanza di organizzazione. In quella occasione l’assessore comunale ai Lavori pubblici Salvatore Monteleone aveva spiegato che le operazioni erano state rallentate dalla presenza, durante gli scavi, di sottoservizi non censiti. Aveva inoltre assicurato che i marciapiedi erano stati completati e che sarebbe presto cominciata l’asfaltatura delle aree nelle quali gli interventi nel sottosuolo erano terminati: «Qualche rallentamento c’è stato, ma siamo quasi alla conclusione».
Il confronto politico sul progetto Maione 2
Sul quartiere continua inoltre a pesare il confronto politico relativo al progetto “Maione 2”, destinato al convogliamento delle acque bianche. I consiglieri del gruppo di opposizione Cuore Vibonese hanno recentemente contestato la progettazione dell’intervento, sostenendo che non sarebbe stata preceduta da una verifica adeguata dei sottoservizi presenti in una delle strade di accesso, descritta come particolarmente stretta e con un sottosuolo già occupato da condotte del gas, rete fognaria, tubazioni idriche, linee elettriche e telefoniche. Il gruppo ha chiesto la sospensione e una verifica tecnica del progetto, lamentando anche la mancata inclusione del collettamento delle acque nere.
Per il Comune, invece, il cosiddetto Progetto Maione è un’opera rilevante per convogliare a valle le acque dell’area e potenziare le infrastrutture del quartiere. L’intervento complessivo dispone di circa sei milioni di euro, metà destinati al territorio cittadino e metà alle frazioni marine.



