Avviato il confronto con i tecnici su spazi, obiettivi didattici ed efficienza energetica. La struttura da quasi 8 milioni sorgerà nell’area dell’ex deposito Basalti, appena affidato anche lo studio geologico
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L’acquario di Vibo Marina comincia a prendere forma, almeno sulla carta. Il sindaco Enzo Romeo ha pubblicato sui propri canali social alcuni rendering della struttura destinata a sorgere nell’area del retroporto, accompagnandoli con la notizia dell’avvio del confronto con il gruppo di tecnici incaricato di elaborare il progetto.
Le immagini diffuse mostrano una struttura bassa dalla forma ovale, inserita in un’ampia area riqualificata a ridosso del litorale. A caratterizzare l’edificio è soprattutto la copertura, sulla quale nel rendering trovano spazio estese superfici fotovoltaiche, mentre tutt’intorno vengono rappresentati percorsi pedonali, spazi verdi e aree destinate alla fruizione pubblica.
«Stamattina abbiamo dato inizio ad un confronto importante, costruttivo e qualificato con il gruppo di tecnici incaricato all’elaborazione del progetto per la realizzazione dell’acquario, sul retroporto di Vibo Marina», ha spiegato Romeo. Al centro della riunione non soltanto l’aspetto architettonico dell’opera: «Abbiamo discusso sugli obiettivi didattici, sulla funzionalità ed efficienza energetica della struttura e sull’utilizzo dell’area».
Un progetto da quasi 8 milioni di euro
Si tratta di un nuovo passaggio nell’iter dell’intervento da 7 milioni e 980mila euro, finanziato attraverso il Contratto istituzionale di sviluppo “Calabria-Svelare Bellezza”. L’acquario è destinato a sorgere nell’area dell’ex deposito costiero Basalti, uno degli insediamenti industriali dismessi più visibili di Vibo Marina, rimasto inutilizzato dopo l’alluvione del luglio 2006.
La destinazione dell’area è cambiata con l’amministrazione Romeo. Nel 2022 la precedente Giunta aveva infatti previsto la realizzazione di un Museo dell’Agroalimentare, utilizzando lo stesso finanziamento del Cis. Nel gennaio scorso l’esecutivo comunale ha invece scelto di riconvertire l’intervento puntando sull’acquario e sulla riqualificazione funzionale e urbanistica del retroporto. A maggio è poi arrivata l’approvazione del Documento di indirizzo alla progettazione.
Il passaggio più recente risale appena al 26 agosto, quando il Comune ha affidato lo studio geologico dell’area, primo adempimento tecnico propedeutico alla progettazione. In quell’occasione Romeo aveva definito l’opera un possibile «punto di svolta» per Vibo Marina, indicando come obiettivi il turismo delle famiglie, le attività didattiche e la destagionalizzazione dei flussi turistici.
Dal dibattito sull’acquario alla proposta dell’Antiquarium
Il progetto ha già alimentato nei mesi scorsi un confronto pubblico. Alcune associazioni animaliste, tra cui Oipa, Lav, Argo e Amore Randagio, hanno espresso contrarietà alla realizzazione dell’acquario, chiedendo di privilegiare iniziative di tutela degli animali e degli habitat naturali.
Più recentemente lo storico e coordinatore regionale di Archeoclub Italia Antonio Montesanti ha invece avanzato la proposta di affiancare all’acquario un Antiquarium, nel quale riportare e valorizzare i reperti archeologici rinvenuti nel corso del Novecento lungo la costa di Vibo Marina, legando così la nuova struttura anche alla storia antica del territorio.
Adesso il confronto entra nella fase in cui le idee dovranno essere tradotte in un progetto vero e proprio. «Un primo passo è stato fatto – conclude Romeo – e speriamo sia il primo di una lunga serie di appuntamenti concreti, necessari per la realizzazione di un così importante progetto».



