Controlli a tappeto in diversi settori produttivi del Catanzarese, dove i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, con il supporto delle Stazioni dell’Arma competenti per territorio e dell’Ispettorato territoriale del lavoro del capoluogo, hanno eseguito nei giorni scorsi una serie di verifiche mirate al contrasto del lavoro sommerso e al rispetto delle norme sulla sicurezza.

Le ispezioni hanno riguardato attività imprenditoriali della ristorazione, del commercio, dell’edilizia e dell’autoriparazione. Il bilancio emerso dai controlli è pesante: tutte e 13 le aziende finite nel mirino degli accertamenti sono risultate con profili di irregolarità.

Le aziende controllate e i lavoratori in nero

Nel corso delle verifiche sono stati controllati complessivamente 58 lavoratori. Di questi, sei sono risultati impiegati in nero, dunque senza contratto e senza le comunicazioni obbligatorie previste dalla normativa. Una circostanza che ha fatto scattare, per ciascun lavoratore irregolare, una maxi-sanzione da 3.900 euro.

L’attività ispettiva ha fatto emergere un quadro diffuso di inosservanze, con un’incidenza significativa proprio sul fronte del lavoro sommerso, che continua a rappresentare una delle principali criticità in diversi comparti produttivi.

Le violazioni sulla sicurezza

Oltre alle posizioni lavorative irregolari, i controlli hanno portato alla luce diverse violazioni in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. Tra quelle riscontrate figurano l’omessa redazione del documento di valutazione dei rischi, carenze nella formazione dei lavoratori e l’assenza della sorveglianza sanitaria.

Si tratta di adempimenti centrali nella prevenzione degli infortuni e nella tutela del personale, la cui mancanza espone i lavoratori a condizioni di maggiore vulnerabilità e determina responsabilità precise a carico dei datori di lavoro.

Quattro sospensioni e sanzioni per oltre 60mila euro

A carico di quattro imprenditori è stata disposta la sospensione dell’attività per lavoro nero. Un provvedimento che si aggiunge al complesso delle sanzioni amministrative e delle ammende contestate nel corso dell’operazione.

Nel dettaglio, le sanzioni amministrative ammontano complessivamente a circa 37.500 euro, mentre le ammende per le violazioni in tema di sicurezza e salute raggiungono i 23.700 euro. Il totale supera dunque i 60mila euro.

L’esito dei controlli restituisce la fotografia di una situazione articolata, nella quale al fenomeno del lavoro irregolare si sommano mancanze rilevanti sul piano della prevenzione e della tutela dei dipendenti, in settori diversi ma tutti interessati dall’attività ispettiva condotta nel Catanzarese.