L’Azienda territoriale per l'edilizia residenziale pubblica chiarisce alcuni punti riguardante la vicenda della donna residente a Ricadi: «Ribadiamo la nostra volontà di risolvere l'emergenza»
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La vicenda di Chiara, residente a Ricadi, costretta ogni giorno a salire tre piani portando in braccio la figlia Giulia, disabile, è diventata in poche ore, anche grazie alle denunce pubblicate sulla nostra testata, un caso simbolo delle difficoltà quotidiane vissute da tante famiglie. Il racconto della sua battaglia ha scosso l’opinione pubblica e attirato l’attenzione delle istituzioni, con la Regione che ha fatto sapere della disponibilità di fondi per assistenza e abitazione, mentre resta centrale il ruolo del Comune di Ricadi nell’individuazione concreta di una soluzione. In questo contesto, arriva anche la presa di posizione dell’Aterp Calabria, che interviene per chiarire alcuni aspetti della vicenda.
«In merito alle recenti notizie di stampa riguardanti la situazione abitativa di una cittadina residente nel Comune di Ricadi, è doveroso fornire alcune necessarie precisazioni per onore di cronaca e trasparenza amministrativa.
La signora non risiede attualmente in un alloggio di edilizia residenziale pubblica. L'immobile da lei occupato è di natura privata; pertanto, le criticità legate alle condizioni dalla stessa segnalate non sono in alcun modo riconducibili alla gestione o alle responsabilità di questa Azienda.
Nonostante la natura privata della vicenda, l’Aterp non è rimasta inerte. Accogliendo l'istanza di assistenza abitativa presentata dalla signora al Comune di Ricadi, l’Azienda si è attivata in stretta sinergia con l’Amministrazione comunale per individuare una soluzione idonea. Sono stati individuati e proposti n. 3 alloggi popolari di cui 1 situato al piano terra, ubicati in Via Stazione San Nicolo’ di Ricadi, tuttavia la signora ha ritenuto di non accettare tali soluzioni, preferendo attendere una disponibilità in Santa Domenica di Ricadi.
Altresì sono stati segnalati da Aterp al Comune altri 2 immobili che risulterebbero idonei, ma attualmente occupati abusivamente. Per questi alloggi Aterp ha già da tempo avviato tutte le procedure amministrative (decreti di rilascio) e penali (querele) necessarie per ottenere il rilascio degli immobili mediante sgombero sino ad oggi non effettuato.
L'Aterp Calabria ribadisce la propria volontà di risolvere l'emergenza, ma sottolinea che l'assegnazione di nuovi alloggi non può prescindere dal ripristino della legalità e dalla disponibilità effettiva degli immobili, processi che esulano dal solo potere d'intervento dell'Azienda».



