Il ragazzo si era sentito male durante un soggiorno in Grecia, dove il padre carabiniere si trovava in missione. Il trasferimento al Bambino Gesù di Roma e sei interventi non sono bastati a salvarlo. Il dolore della famiglia e di tutta la comunità sotto shock
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«Buon quattordicesimo compleanno, amore mio. Sono dannato perché non mi è stato concesso di prendere il tuo posto». Sono le parole di un padre davanti al dolore più innaturale, scritte proprio nel giorno in cui suo figlio avrebbe dovuto spegnere quattordici candeline. Giuseppe Bianchi, di Mileto, è morto oggi dopo settimane di lotta tra la Grecia e l’ospedale Bambino Gesù di Roma, dove era stato trasferito in condizioni gravissime.
Mileto si ritrova ancora una volta in ginocchio a pochi giorni dalla morte di Ema, Izidor e Petra, i tre componenti della famiglia slovena stroncati dalle conseguenze dell'esplosione avvenuta il 25 agosto nel B&B Villa Mary.
Gli abitanti della cittadina normanna devono adesso piangere e fare i conti con l'inopinata morte di una giovane vita, quella del giovanissimo Giuseppe. Per settimane ha lottato strenuamente per rimanere in vita, tra la Grecia e l'ospedale Bambino Gesù di Roma. Oggi la morte, proprio nel giorno del suo quattordicesimo compleanno, a sancire l'ennesimo triste evento di un'estate a dir poco sciagurata per Mileto.
«Non avere mai paura, sei forte, lo sei sempre stato. Diventa l’angelo custode di mamma e Pietro, confortali; io, come sai, in qualche modo me la cavo. Sei nella gloria di Dio». Queste le parole affidate ai social dal padre Salvatore Francesco, carabiniere, davanti al dolore più innaturale: la morte di un figlio nel giorno in cui avrebbe dovuto spegnere quattordici candeline.
La tragedia si è abbattuta su una famiglia che, fino a poche settimane fa, stava semplicemente cercando di trascorrere qualche giorno insieme. Il malore durante il soggiorno in Grecia, dove il padre si trovava in missione di lavoro.
Ad agosto la moglie Tina Galante aveva deciso di raggiungerlo con il piccolo Giuseppe, l'altro figlio Pietro e i genitori del marito, per trascorrere insieme a lui qualche giorno.
Poi, all’improvviso, l’incubo. Durante la notte Giuseppe, mentre dormiva con il fratello, si è sentito male perdendo coscienza. È stato Pietro ad accorgersi che qualcosa non andava. Immediata la corsa in ospedale.
Secondo quanto appreso, i medici greci hanno riscontrato un gravissimo problema cardiovascolare, che avrebbe interessato l’aorta, rendendo necessario un intervento chirurgico d’urgenza. L’operazione è apparentemente riuscita, ma le condizioni del ragazzo sono rimaste sempre estremamente delicate. Giuseppe è rimasto affidato alle macchine, mentre i sanitari attendevano di verificare la risposta del suo organismo.
Il miglioramento sperato, però, non è arrivato. Le sue condizioni hanno reso quindi necessario il trasferimento in Italia, all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.
Sei interventi e l’ultima speranza
Nella Capitale è proseguita l'odissea e la durissima battaglia per la sopravvivenza. Al Bambino Gesù, nel tentativo di salvargli la vita, i medici hanno sottoposto Giuseppe a sei interventi chirurgici. L’ultimo, effettuato nei giorni scorsi, ha preceduto un ulteriore e definitivo peggioramento del quadro clinico.
Da ieri le condizioni erano ormai disperate. Poi, oggi, proprio nel giorno del suo quattordicesimo compleanno, la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere.
Sui social giungono anche le parole di cordoglio del sindaco Salvatore Fortunato Giordano, a dimostrazione del fatto che il dolore della famiglia Bianchi appartiene all'intera comunità miletese. Giuseppe viene definito dal primo cittadino come «un ragazzo splendido e un esempio da seguire per tutti. Una vita giovane, piena di progetti per il futuro, che viene spezzata determinando in noi un grande dolore».
Parole che si fermano, inevitabilmente, davanti all’enormità di ciò che è accaduto. Quelle del padre restano forse le più dolorose: un augurio di compleanno che nessun genitore dovrebbe mai essere costretto a scrivere come addio.

