Lascia gli arresti domiciliari e ritorna in libertà Domenico Macrì (alias “Mommo”), 42 anni, di Vibo Valentia, sorpreso venerdì dai carabinieri della Radiomobile di Vibo e della Stazione di San Gregorio d’Ippona nel territorio di Jonadi in violazione delle prescrizioni alle quali è sottoposto. Il Tribunale di Vibo Valentia (presidente il giudice Ida Cuffaro) ha infatti convalidato l’arresto in flagranza effettuato dai militari dell’Arma, ma quale misura cautelare ha deciso per l’obbligo di dimora nel comune di residenza, misura già comunque rientrante nella sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza decisa dal Tribunale su iniziativa della Divisione Anticrimine della Questura.

L’Ufficio di Procura aveva chiesto invece la conferma degli arresti domiciliari. Domenico Macrì – difeso dall’avvocato Stefano Luciano – era stato sorpreso dai carabinieri lungo via Nazionale, all’interno di un esercizio pubblico nel territorio comunale di Ionadi. Nei giorni scorsi Domenico Macrì (ritornato in libertà a dicembre per scadenza dei termini massimi di carcerazione preventiva) è stato condannato dalla Corte d’Appello di Catanzaro alla pena di 15 anni e 2 mesi nell’ambito del maxiprocesso Rinascita Scott, dopo un precedente annullamento con rinvio ad opera della Cassazione. Per Domenico Macrì le accuse in Rinascita Scott sono quelle di associazione mafiosa, estorsione, detenzione illegale di armi, tentato omicidio e altri reati.