Lascia il carcere per gli arresti domiciliari Giuseppe Maiuri, 42 anni, di Pizzo, coinvolto nell’operazione della Dda di Reggio Calabria denominata “Blu Notte”. La decisione è del Tribunale collegiale di Palmi in accoglimento di una richiesta avanzata dall’avvocato Diego Brancia. Giuseppe Maiuri è imputato per il reato di detenzione di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente. Una condotta aggravata dall’agevolazione mafiosa avendo agito - secondo l’accusa – in concorso con Benito Palaia, ritenuto vicino al clan Bellocco di Rosarno. Giuseppe Maiuri si trovava detenuto in carcere dal 2022. Il processo nei suoi confronti è ancora in corso.
Strada processuale differente ha invece scelto il padre, Antonio Maiuri, 78 anni, nativo di Ascea, nel Salernitano, ma da anni residente a Vibo Valentia e, da ultimo, trasferitosi a San Gregorio d’Ippona, già condannato con rito abbreviato. Secondo l’accusa, Benito Palaia di Rosarno, in concorso con Antonino Biondo, anche lui di Rosarno, avvalendosi dell’intermediazione di Antonio Maiuri, avrebbero venduto a un soggetto proveniente da Napoli (non meglio identificato) – che l’acquistava per la successiva rivendita – un quantitativo pari a cinque chili di cocaina al prezzo di 25.000 euro al chilogrammo (parte di una più ampia partita di 6 chilogrammi custodita presso l’abitazione di un soggetto rimasto ignoto residente a Roma). La contestazione è aggravata dall’agevolazione al clan Bellocco di Rosarno e nel settembre 2024 Antonio Maiuri è stato condannato in primo grado a 6 anni e 8 mesi. Il 12 giugno scorso la Procura Generale di Reggio Calabria ha chiesto in appello per Antonio Maiuri la conferma della sentenza di primo grado.