Era finita sotto processo per due distinte ipotesi di reato di cui la difesa è riuscita a dimostrare l’insussistenza
Tutti gli articoli di Cronaca
PHOTO
Assolta per non aver commesso il fatto dal Tribunale di Vibo Valentia una collaboratrice di un Caf del territorio finita sotto processo per i reati di falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e falsità materiale commessa da privato. La donna era finita a giudizio poiché – secondo l’originaria accusa – in qualità di collaboratrice di un Caf avrebbe formato tre atti pubblici falsi e, in particolare, tre dichiarazioni sostitutive uniche per il calcolo dell’Isee, inserendo le generalità di una terza persona. La difesa – rappresentata dall’avvocato Carmine Pandullo – oltre a confutare nel merito l’accusa, ha contestato la qualifica soggettiva di pubblico ufficiale rivestita dalla dipendente del Caf la cui connotazione giuridica è quella di ente privato sostenendo, dunque, l’insussistenza della fattispecie di reato di falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Argomentazioni difensive che hanno convinto anche la Procura a richiedere l’assoluzione poi decretata dal Tribunale.

