Maltrattamenti in famiglia e lesioni personali pluriaggravate. È stata la donna ad allertare i carabinieri che hanno raccolto la sua denuncia e avviato le indagini coordinate dalla Procura
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Maltrattamenti in famiglia aggravati e lesioni personali pluriaggravate nei confronti della moglie. Questi i reati per i quali il gip del Tribunale di Vibo Valentia, Alessio Maccarrone, in accoglimento di una richiesta avanzata dal pm Viviana Punzo, ha disposto nei confronti di P.D., 57 anni, di nazionalità straniera ma residente a Vibo, la misura cautelare personale del divieto di avvicinamento alla persona offesa ed ai luoghi di lavoro della donna, l’allontanamento dalla casa familiare e l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico. In attesa dell’installazione di tale apparato tecnico (il braccialetto), è stato disposto per l’indagato il divieto di dimora a Vibo e l’obbligo di presentarsi quotidianamente presso la Stazione dei carabinieri di Pizzo. Secondo l’ufficio di Procura ed i militari dell’Arma, si è dinanzi a plurime condotte maltrattanti e le lesioni personali – medicate in ospedale – avrebbero causato alla donna diverse ferite sul corpo, contusioni e una emorragia cerebrale. Per il gip si è in presenza dei gravi indizi di colpevolezza e l’indagato sarebbe dedito all’assunzione smodata di alcolici, arrivando a minacciare sia l’amica della persona offesa che ha ospitato la donna vittima di violenza, sia il datore di lavoro. La donna sarebbe stata minacciata più volte anche con un coltello. Le violenze fisiche sarebbero consistite in strattonamenti, spintoni, calci, pugni e schiaffi capaci di provocare contusioni e lesioni. Le vessazioni più pesanti sarebbero iniziate ad agosto per proseguire sino alla scorsa settimana, ma un episodio di lesioni viene fatto risalire anche al 2022. Non sarebbero mancate le offese verbali, le molestie telefoniche, la minaccia di incendiare l’auto dell’amica che ospitava la donna e infine la minaccia di morte con l’uso di un coltello da cucina dicendo alla compagna che l’avrebbe portata al cimitero, proseguendo l’indagato la sua azione anche quando la donna è riuscita a fuggire e a chiamare i carabinieri, continuando ad inseguirla mentre scappava dalle scale del condominio per recarsi all’esterno. L’indagato è difeso dall’avvocato Santo Cortese e dovrà essere interrogato dal gip che ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare.

