La sua inaugurazione era stata accolta con grande entusiasmo e incredulità dalla comunità di Pizzo che dopo 40 anni di attesa si riappropriava di un'area che per anni era stata utilizzata come discarica e nella quale vennero sversate oltre 30.000 tonnellate di rifiuti urbani tra gli anni ’80 e ’90. I lavori – realizzati dalla Serveco su input del commissario straordinario per la bonifica delle discariche abusive, il generale di brigata Giuseppe Vadalà per un importo di quasi 9 milioni di euro – avevano permesso di sanare l'ex discarica per lungo tempo oggetto di una procedura di infrazione europea (Causa UE C-196/13). Era l'11 ottobre scorso quando il sindaco di Pizzo Sergio Pititto tagliò il nastro del nuovo polo sportivo ricreativo “Marinella”. Una cerimonia in pompa magna con tanto di banda musicale, alla presenza delle massime autorità civili, militari e religiose. Presente, oltre a Vadalà, anche il dirigente del Ministero dell’Ambiente Fabrizio Penna.

Cancelli richiusi dopo il taglio del nastro

Ma quello fu l’unico giorno in cui i cancelli si aprirono. A distanza di oltre sei mesi dall’inaugurazione il centro sportivo è off limits. Non è mai entrato in funzione, tra la rabbia e lo sconcerto dei residenti del popoloso quartiere.

All’interno dell’area attrezzata ci sono due campi da padel, un campo da calcio a cinque, due campi da beach volley, un parco giochi e aree verdi con panchine, oltre a una struttura destinata a bar e parcheggi. Da allora, però, tutto è rimasto fermo. La vegetazione ha iniziato a riprendersi gli spazi e due pali dell’illuminazione risultano inclinati, aumentando la percezione di abbandono.

Il sindaco rassicura: «Entro luglio sarà aperto»

Dal Comune assicurano che l’obiettivo resta l’apertura entro l’estate. «Entro luglio il centro sportivo sarà affidato in gestione e aperto», ha dichiarato il sindaco Sergio Pititto, rinviando però agli uffici tecnici per i dettagli operativi.

Ed è proprio il responsabile del settore Lavori pubblici, Nicola Domenico Donato, a spiegare dove si è inceppato il meccanismo: «Io sono pronto a pubblicare il bando per l’affidamento della gestione, perché la struttura deve essere esternalizzata. Non possiamo gestirla direttamente, né affidarla a una piccola società sportiva: la normativa prevede che si proceda tramite una società di capitali, solida, che possa garantire un intervento di una certa importanza».

I collaudi che mancano

Il nodo resta quello dei collaudi: «Al momento, però, sono bloccato dal collaudo: l’ufficio del commissario sta impiegando più tempo del previsto per completare le verifiche, senza le quali non posso procedere con l’affidamento». Un passaggio indispensabile che, di fatto, tiene tutto fermo.

Le sollecitazioni ci sono state, ma non hanno ancora prodotto effetti risolutivi: «È stato individuato un collaudatore, ma ne servono tre e mancano ancora gli altri due». Nel frattempo la struttura resta formalmente in carico alla ditta esecutrice: «Ho convocato l’azienda, che è ancora responsabile fino al completamento dei collaudi, e dovrebbe intervenire per la manutenzione. In questi giorni stanno provvedendo anche alla pulizia».

L’ottimismo vacilla

Sulle condizioni attuali dell’area, Donato conferma: «Abbiamo fatto un sopralluogo la scorsa settimana e organizzato gli interventi necessari». Ma il quadro generale resta legato a procedure che non dipendono direttamente dal Comune: «Non ho una situazione completa perché la pratica è gestita dal commissario, attraverso gli uffici di Roma. So che è stato nominato un collaudatore, ma finché non saranno operativi tutti e tre non si può procedere».

Nonostante questo, l’iter amministrativo va avanti. «Conto di pubblicare il bando entro la prima decade di maggio. Naturalmente segnalerò che, senza collaudi conclusi, non si potrà arrivare all’affidamento definitivo».

Non solo questione di collaudi: il bando è complesso

Un bando che si presenta articolato anche sotto il profilo economico: «Non è un bando semplice, ma piuttosto complesso. Riguarda non solo i campi sportivi, ma anche locali annessi, come quelli per la somministrazione di bevande. Abbiamo stimato una gestione complessiva di circa 2 milioni e 800mila euro in dieci anni. Per rendere l’investimento appetibile alle aziende, bisogna garantire una prospettiva economica adeguata nel tempo».

Tra le condizioni previste anche interventi a carico del futuro gestore: «Nel bando ho inserito alcune opere, come la copertura di strutture, proprio per aumentare l’attrattività». Al momento, però, nessun interesse formale: «No, perché il bando non è stato ancora pubblicato».

Tempi incerti

Resta infine l’incognita sui tempi: «Dipende dai tempi dei collaudi e della gara. Se tutto procede senza intoppi, è possibile arrivare all’apertura entro luglio, ma molto dipenderà anche dalle tempistiche del commissario».

Intanto, alla Marinella, i cancelli restano chiusi. E quell’area restituita alla città dopo decenni continua a essere visibile solo da dietro una rete.