Per i giudici del Tribunale di Catanzaro mancano gli elementi per ritenere effettiva e attuale la pericolosità sociale
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Il Tribunale di Catanzaro, in accoglimento degli argomenti difensivi prospettati dagli avvocati Giuseppe Bagnato e Davide Accorinti, ha rigettato la proposta di applicazione della misura della sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, nei confronti di Antonio Morello, 53 anni, di Briatico.
La Questura di Vibo Valentia riteneva Morello soggetto dotato di pericolosità sociale, in quanto abitualmente dedito al compimento di attività illecite dalle quali avrebbe ricavato anche il denaro utile per il suo sostentamento e, dunque, persona la cui capacità delinquenziale andava arginata per il tramite di una misura di prevenzione personale.
A sostegno della pericolosità sociale di Morello, la Questura evidenziava l’esistenza a suo carico di carichi pendenti, di precedenti penali e di polizia, di frequentazioni e contatti con soggetti pregiudicati, segnalando altresì che il Morello era stato attinto dalle misure sia dell’avviso orale che del divieto di accesso alle manifestazioni sportive, meglio noto come Daspo.
Gli avvocati Giuseppe Bagnato e Davide Accorinti hanno discusso il caso dinanzi al Tribunale di Catanzaro dimostrando, anche con memoria e allegata documentazione, che gli elementi acquisiti e prospettati dalla Questura non erano tali da ritenere provato che: il Morello vivesse abitualmente con proventi di attività illecite; i processi per reati a lui contestati si erano conclusi con sentenza di proscioglimento o assoluzione; gli ulteriori elementi evidenziati nella proposta erano comunque risalenti nel tempo tali da non apportare nulla in termini di pericolosità effettiva ed attuale. Il Tribunale di Catanzaro, sciogliendo la riserva, ha quindi rigettato la proposta di misura avanzata dalla Questura di Vibo Valentia, non applicando la sorveglianza speciale nei confronti di Antonio Morello.

