Indagine chiusa pure per un consigliere comunale, il responsabile dell’area tecnica del Municipio, un direttore dei lavori e un imprenditore. Per la Procura di Vibo e i carabinieri è stata creata una discarica abusiva con rifiuti speciali e pericolosi derivanti da demolizioni private e lavori di riqualificazione urbana
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Frode nelle pubbliche forniture, turbata libertà degli incanti, inquinamento ambientale, attività di gestione di rifiuti non autorizzata, sottrazione di cose sottoposte a sequestro e violazione di sigilli. Questi i reati per i quali la Procura di Vibo Valentia (pm Eugenia Belmonte) ha chiuso le indagini nei confronti di otto indagati tra amministratori comunali di Nardodipace, il responsabile del servizio tecnico dello stesso Comune, un direttore dei lavori, il titolare di una ditta e anche la segretaria comunale. Un’inchiesta condotta sul “campo” dai carabinieri della Stazione di Nardodipace che già nel novembre dello scorso anno aveva portato ad un sequestro per una serie di violazioni ambientali. Le indagini da allora sono proseguite arrivando ad ipotizzare accuse ben più gravi che coinvolgono direttamente anche il sindaco, due assessori e un consigliere di maggioranza.
Gli indagati raggiunti da avviso di conclusione delle indagini preliminari da parte della Procura di Vibo sono: Romano Loielo, 54 anni, sindaco del Comune di Nardodipace; Andrea Franzè, 45 anni, vicesindaco di Nardodipace; Salvatore Maiolo, 29 anni, assessore del Comune di Nardodipace; Antonio Tassone, 66 anni, consigliere comunale di maggioranza di Nardodipace (vicepresidente del Consiglio comunale); Massimo Procopio, 56 anni, di Soverato, responsabile del Servizio tecnico del Comune di Nardodipace; Maria Vittoria Pastore, 63 anni, di Serra San Bruno, segretaria comunale del Municipio di Nardodipace; Gianfranco Belviso, 48 anni, di Davoli; Maurizio Tirone, 60 anni, di Satriano. Per tutti gli indagati i capi di imputazione sono cinque, tranne Salvatore Maiolo e Antonio Tassone che rispondono per due capi d’accusa.
La discarica illecita
Attività di gestione di rifiuti non autorizzata è il primo reato contestato, in concorso morale e materiale tra loro, ai seguenti indagati nelle rispettive qualità, “con condotte diverse ma aventi lo stesso fine”, e segnatamente: Romano Loielo e Andrea Franzè, sindaco e vicesindaco di Nardodipace, Massimo Procopio, responsabile del Servizio tecnico del Comune, Maria Vittoria Pastore nelle vesti di segretaria comunale di Nardodipace. Sono tutti accusati di aver adottato la determina numero 43 del 27 agosto 2024 e poi la delibera di giunta numero 118 del 16 settembre 2024 impartendo così apposite direttive al responsabile dell’Area Tecnica affinchè il materiale inerte derivante dai lavori di riqualificazione urbana del comune di Nardodipace venisse impiegato per operazioni di livellamento della zona Ciano dello stesso paese.
La stessa ipotesi di reato - gestione di rifiuti non autorizzata – viene quindi contestata dalla Procura anche a Gianfranco Belviso, titolare della ditta “Belgi Scavi srl” ed appaltatore dei lavori, e a Maurizio Tirone, direttore dei lavori. Nell’esercizio delle rispettive competenze, i due indagati sono accusati di aver gestito “illecitamente i rifiuti derivanti dall’attività di costruzione e demolizione relativi a tale appalto” a Nardodipace. I rifiuti, mediante più conferimenti, venivano “depositati in maniera incontrollata sul suolo pubblico comunale, così realizzando una discarica non autorizzata composta da due aree: una di mille metri quadri con accumulo di rifiuti speciali pari a circa duemila metri cubi; l’altra di circa 500 metri quadri con un accumulo di rifiuti speciali pari a 1.500 metri cubi. La contestazione copre un arco temporale che va dal 18 maggio 2023 al 20 dicembre 2024.
I lavori nella casa del consigliere
Il secondo capo di imputazione (sempre per il reato di gestione di rifiuti non autorizzata) elevato dalla Procura di Vibo Valentia fa riferimento ai lavori eseguiti nell’abitazione dell’indagato Antonio Tassone, consigliere comunale di maggioranza. Con delibera di giunta numero 137 del 6 novembre 2024, il sindaco Romano Loielo, l’assessore Salvatore Maiolo e la segretaria del Comune di Nardodipace Maria Vittoria Pastore sono accusati di aver autorizzato Antonio Tassone a smaltire il materiale di demolizione derivante dai lavori della propria abitazione nell’area di smaltimento ritenuta una discarica non autorizzata. Antonio Tassone risponde nella qualità di firmatario dell’istanza per il conferimento del materiale di demolizione della propria abitazione, mentre Gianfranco Belviso quale legale rappresentante della ditta appaltatrice dei lavori di riqualificazione urbana del Comune e Maurizio Tirone quale direttore dei lavori. Così agendo – ad avviso della Procura e dei carabinieri – Tassone, Belviso e Tirone sono accusati di aver “gestito illecitamente i rifiuti derivanti dalla demolizione dell’edificio di Tassone, realizzando una discarica non autorizzata di circa 1.200 metri quadri, con un accumulo di rifiuti speciali pari a tremila metri cubi”.
Il reato di inquinamento ambientale
Lo smaltimento illecito di ingenti quantitativi di rifiuti sul suolo pubblico nella zona Allaro-Ciano di Nardodipace, provenienti sia da attività di demolizione derivante dall’appalto pubblico per i lavori di riqualificazione urbana nel paese, sia da demolizioni private, costa la contestazione del reato di inquinamento ambientale (articolo 452 bis del codice penale) al sindaco Romano Loielo, al suo vice Andrea Franzè, all’assessore Salvatore Maiolo, al tecnico comunale Massimo Procopio, alla segretaria comunale Maria Vittoria Pastore, all’imprenditore Gianfranco Belviso e al direttore dei lavori Maurizio Tirone. “In esecuzione del medesimo disegno criminoso ed in concorso tra loro – si legge nel capo d’imputazione – cagionavano la compromissione significativa e misurabile dell’ambiente circostante e della matrice ambientale del suolo”. La contestazione copre anche in questo caso un arco temporale che va dal 18 maggio 2023 al 20 dicembre 2024.
La frode nelle pubbliche forniture
L’ulteriore reato di frode nelle pubbliche forniture viene contestato, nelle rispettive qualità, a: Romano Loielo (sindaco), Andrea Franzè (vicesindaco), Maria Vittoria Pastore (segretaria comunale), Massimo Procopio (responsabile del Servizio tecnico del Comune) e Gianfranco Belviso, quest’ultimo aggiudicatario del contratto pubblico con la ditta “Belgi Scavi”. La frode sarebbe consistita nell’aver procurato a Gianfranco Belviso un “vantaggio economico derivante dal mancato conferimento dei rifiuti in impianti autorizzati, previsto originariamente nel computo metrico del contratto di appalto per un valore di 81.887,87 euro”. Il reato sarebbe stato commesso nelle seguenti date: 27 agosto 2024, 16 settembre 2024 e 6 novembre 2024.
La turbativa d’asta
La Procura di Vibo Valentia contesta poi il reato di cui all’articolo 353 del codice penale, ovvero la turbata libertà degli incanti a: Romano Loielo, Andrea Franzè, Massimo Procopio, Maria Vittoria Pastore, Gianfranco Belviso e Massimo Tirone. Ognuno nelle rispettive qualità, “in esecuzione di un medesimo disegno criminoso”, avrebbero posto in essere “condotte fraudolente consistite nell’adozione ed esecuzione di provvedimenti amministrativi elusivi della normativa ambientale e dei contratti pubblici che procuravano all’impresa aggiudicataria Belgi Scavi di Gianfranco Belviso il risparmio dei costi di conferimento in impianti autorizzati”. Il tutto “alterando le condizioni economiche e operative dell’appalto pubblico relativo ai lavori di riqualificazione urbana del Comune di Nardodipace e compromettendo la libertà e la regolarità della procedura di evidenza pubblica”. La contestazione copre un arco temporale che va dal 27 agosto 2024 al 20 dicembre 2024.
La violazione dei sigilli
Infine il solo Antonio Tassone, attuale vicepresidente del Consiglio comunale di Nardodipace, deve rispondere di due ipotesi di reato: sottrazione di cose sottoposte a sequestro e violazione di sigilli. La contestazione copre un arco temporale che va dal 5 novembre 2024 al 20 dicembre 2024. Secondo l’accusa, a seguito della notifica del verbale di prescrizioni per la bonifica del sito ad opera dei carabinieri, Antonio Tassone avrebbe “violato i sigilli apposti nell’area di pertinenza della sua abitazione sita a Nardodipace in via Corrado Alvaro n.11 e contenente rifiuti pericolosi e speciali”. L’area in questione era stata attinta da sequestro preventivo dal gip del Tribunale di Vibo, eseguito il 14 agosto 2024. Antonio Tassone è quindi accusato di aver sottratto “le cose sottoposte a sequestro”.
Tutti gli indagati avranno ora venti giorni di tempo per chiedere al pm di essere interrogati o presentare eventuali memorie difensive.
Romano Loielo (ritornato sindaco dal maggio 2023 dopo due precedenti scioglimenti per infiltrazioni mafiose delle sue amministrazioni), è difeso dall’avvocato Cosimo Albanese del Foro di Locri. La segretaria comunale Maria Vittoria Pastore è difesa d’ufficio dall’avvocato Rosario Lopreiato del Foro di Vibo, mentre tutti gli altri indagati sono assistiti d’ufficio dall’avvocato Francesca Comito. Romano Loielo - coordinatore dell’Udc per le zone montane del Vibonese – il 30 settembre scorso è stato rinviato a giudizio per il reato di truffa aggravata nell’ambito di altra inchiesta della Procura di Vibo legata alle erogazioni pubbliche derivanti dalle detrazioni del Superbonus 110%.

