La diffida: sette giorni per completare gli interventi in via Cordopatri e via Romei. L’assessore alla Manutenzione Francesco Colelli torna su una vicenda che si trascina da mesi e annuncia una stretta anche in vista di eventuali lavori futuri
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Sette giorni di tempo per ripristinare le aree interessate dagli scavi in via Cordopatri e via Romei. Poi, se nulla dovesse cambiare, sarà il Comune di Vibo Valentia a procedere d’ufficio, rivalendosi sui soggetti destinatari del provvedimento. È il contenuto della nuova diffida trasmessa dal Settore 6 – Area 3, Servizio Manutenzione e reti, a E-Distribuzione Spa, concessionaria, e alla Redel Srl, impresa esecutrice.
Ad annunciarla è l’assessore comunale alla Manutenzione Francesco Colelli, che sui social usa toni duri: «Adesso basta. È arrivata l’ora di mettere fine alla vergogna che insiste su via Cordopatri e via Romei». L’assessore sostiene che per mesi l’amministrazione abbia cercato «la linea della mediazione con le ditte che hanno eseguito, male, i lavori e che hanno lasciato il nostro centro storico in una situazione indegna». Valutazioni che Colelli accompagna ora a un atto formale degli uffici.
Dal verbale di giugno all’ultimatum
La diffida ricostruisce i passaggi precedenti. Il 1° giugno 2026 era stato redatto un verbale dalla Polizia locale; il successivo 8 giugno, con protocollo 33108, era stata disposta la sospensione dell’attività di scavo collegata all’autorizzazione indicata nell’atto, con contestuale intimazione a ripristinare la pavimentazione secondo lo stato originario. Il 9 giugno era stato quindi effettuato un sopralluogo congiunto alla presenza dei tecnici di E-Distribuzione e Redel.
Secondo quanto riportato nel documento comunale, nonostante le successive richieste di formalizzare gli interventi sulla sede stradale e sui luoghi interessati dagli scavi, i ripristini non risultano ancora eseguiti. Da qui l’ultimatum: completare i lavori «entro e non oltre sette giorni dal ricevimento» della diffida, pena l’esecuzione d’ufficio in danno.
L’atto richiama inoltre le disposizioni del Codice della strada e avverte che il protrarsi della situazione potrebbe comportare responsabilità per eventuali danni a persone o cose, precisando che eventuali richieste risarcitorie saranno inoltrate al concessionario.
Una vicenda che si trascina da mesi
Il problema dei ripristini stradali eseguiti dopo gli scavi non è nuovo. Già a febbraio il Comune aveva affrontato la questione con le aziende impegnate sulle reti cittadine, tra cui E-Distribuzione e Redel. Proprio in quei giorni Il Vibonese aveva documentato il caso di via Giovanni Battista Romei, dove una toppa d’asfalto provvisoria era rimasta per mesi al posto delle basole. Separatamente, il Comune aveva raggiunto con Redel un accordo dopo il danneggiamento della condotta idrica avvenuto durante lavori in via Cordopatri, accordo che prevedeva anche una ricognizione dei ripristini ancora da completare.
Nello stesso periodo era stato segnalato il caso della pavimentazione storica di via Giovanni Battisti Romei, dove una sistemazione provvisoria in asfalto realizzata in corrispondenza di uno scavo era rimasta per mesi al posto delle basole originarie.
Proprio sulla qualità dei ripristini Colelli aveva già annunciato a febbraio una stretta, convocando le imprese impegnate in città e chiedendo di superare gli interventi «tardivi e generalmente approssimativi». Ora l’amministrazione passa alla diffida formale.
«Oggi abbiamo inviato ulteriore diffida, l’ultima, di sette giorni – scrive l’assessore –. Poi interverremo in danno a queste ditte», aggiungendo che saranno valutate anche «eventuali riserve sui lavori futuri». E chiude: «Vibo merita rispetto».


