“Profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia del detenuto egiziano di 58 anni che si è tolto la vita nella Casa circondariale di Vibo Valentia”. E’ quanto esprime l’Osservatorio Carceri della Camera Penale di Vibo Valentia (presieduta dall'avvocato Giuseppe Bagnato), composto dagli avvocati Sandro D’Agostino, Gabriella Riga e Viola Bono. “Si tratta del nono suicidio in carcere dall'inizio dell'anno – ricordano gli avvocati –, un dato drammatico che impone una riflessione urgente sullo stato del sistema penitenziario italiano e, in particolare, sulla situazione della struttura vibonese. L’Osservatorio manifesta solidarietà e vicinanza alla polizia penitenziaria, costretta a operare in condizioni di grave carenza di organico, con soli 224 agenti a fronte di un fabbisogno di almeno 288 unità, e senza l'adeguato supporto del personale sanitario”. Gli agenti sono chiamati quotidianamente a garantire sicurezza e assistenza “in un contesto di sovraffollamento significativo - 112% -, con 314 detenuti allocati in 280 posti disponibili e 126 posti non disponibili”.