Con un’istanza indirizzata alla commissione prefettizia che guida l’Ente, un residente denuncia gli enormi disagi che è costretta a sopportare la popolazione dopo l’ordinanza del 10 febbraio scorso
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Dieci giorni senza acqua potabile, dove questa definizione è intesa nell’accezione più ampia: divieto d’uso umano, quindi non utilizzabile neppure per lavarsi. È la situazione di estremo disagio che stanno affrontando i cittadini di Tropea, costretti a fare i conti con l’ordinanza comunale del 10 febbraio scorso con cui l’Amministrazione ha preso etto delle analisi effettuate dall’Asp.
Da qui parte la richiesta formale di intervento, indirizzata alla Commissione Straordinaria da un residente, Giuseppe Gualtieri, che si presenta «in qualità di cittadino di Tropea» e chiede che la problematica venga portata all’attenzione pubblica. L’istanza è stata protocollata e trasmessa alla Commissione Straordinaria del Comune di Tropea, organo che attualmente guida l’amministrazione cittadina. Una richiesta, la sua, che restituisce un quadro di forti timori tra i residenti. «La situazione sta generando forte preoccupazione», evidenzia, «anche per i possibili rischi sanitari connessi».
Il punto centrale, per il firmatario, è la tutela della salute pubblica. «Ritengo fondamentale che la questione venga portata all’attenzione pubblica affinché si possa garantire trasparenza e tutela della salute dei cittadini».
Nell’istanza indirizzata al Comune, viene chiesto un intervento tempestivo per accertare le cause della non potabilità e per ripristinare condizioni di sicurezza nell’erogazione idrica. La richiesta nasce dalla constatazione che l’acqua, secondo quanto riferito, «non può essere utilizzata né per bere né per l’igiene personale», una circostanza che incide sulla quotidianità di famiglie, anziani e attività commerciali.
Gualtieri conclude con un appello alla responsabilità istituzionale e alla chiarezza nelle comunicazioni verso la popolazione, ribadendo la necessità che «si faccia piena luce sulla situazione e si adottino tutte le misure necessarie per garantire un servizio essenziale in condizioni di sicurezza».

