Nella cittadina vibonese conosciuta in tutto il mondo per le sue bellezze, la manifestazione dei ragazzi riporta al centro i problemi di chi vive il territorio tutto l'anno. Dai costi dei trasporti alle difficoltà delle famiglie, i rappresentanti studenteschi lanciano un appello agli altri istituti della provincia: «Creiamo un movimento unito e coordinato per dare più forza alle nostre rivendicazioni»
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«La situazione economica che stiamo vivendo continua a creare difficoltà e il problema del caro vita si fa sentire sempre di più, non soltanto tra noi studenti, ma soprattutto all'interno delle nostre famiglie». Ieri c'erano anche gli studenti di Tropea in piazza, per rispondere allo sciopero nazionale e far sentire la propria voce contro il caro vita, le guerre e il riarmo. E la risposta è stata massiccia: circa 250 ragazzi hanno attraversato in corteo il centro storico della cittadina tirrenica.
Tropea è la località turistica calabrese più conosciuta nel mondo, una destinazione internazionale che continua ad accogliere numerosi visitatori anche alla fine di ottobre. Ma Tropea è anche, e soprattutto, dei suoi abitanti, una comunità che conserva una forte identità territoriale nonostante il successo sui mercati turistici internazionali. Non è usuale vedere una manifestazione studentesca animare le strade di una città a così spiccata vocazione turistica, eppure ieri non c'era alcuna contraddizione: accanto alla Tropea da cartolina, quella delle vacanze e dei visitatori stranieri, c'è la città che vive tutto l'anno, con i suoi giovani, le sue famiglie e i problemi quotidiani di chi ci abita.
Una mobilitazione che si è affiancata a quella degli studenti di Vibo Valentia, scesi in corteo nella stessa giornata per rivendicare maggiore attenzione alle difficoltà economiche e sociali del territorio, come raccontato ieri dal nostro giornale.
«Per noi pendolari andare a scuola costa sempre di più»

A promuovere l'iniziativa sono stati i rappresentanti d'istituto del Galluppi, Francesco Di Costa e Letizia Mante, in collaborazione con i rappresentanti della Consulta provinciale studentesca Francesca Baccaglini ed Eduard Daniel Siminiuc.
«Abbiamo voluto promuovere questa iniziativa per portare l'attenzione su temi importanti come il caro vita, le guerre e il riarmo», spiega Di Costa, soffermandosi soprattutto sulle difficoltà degli studenti pendolari: «L'aumento del prezzo dei carburanti si ripercuote inevitabilmente anche sui costi dei trasporti e dei collegamenti in pullman, creando ulteriori difficoltà per le famiglie».
È proprio Siminiuc a sottolineare come il peso dei rincari, anche quelli legati alle accise sui carburanti, finisca per gravare sugli studenti e sui loro genitori, costretti a sostenere spese sempre maggiori per accompagnare i figli a scuola o acquistare gli abbonamenti ai mezzi pubblici.
L'appello: «Uniamo gli studenti di tutta la provincia»
«Siamo estremamente soddisfatti di come si è svolta questa manifestazione», afferma Francesca Baccaglini, tracciando il bilancio del corteo pacifico che ha attraversato il centro storico, passando anche dalla sede principale dell'istituto scolastico.
Ma l'intenzione degli organizzatori è soprattutto quella di non fermarsi. «Nonostante Tropea sia una realtà cittadina relativamente piccola, siamo riusciti a ottenere una buona partecipazione e un riscontro positivo», osserva Di Costa, che rilancia: «Ci auguriamo che questa iniziativa possa rappresentare soltanto un punto di partenza e non rimanere un episodio isolato».
L'obiettivo è coinvolgere gli altri istituti della provincia di Vibo Valentia e rafforzare il coordinamento con la Consulta studentesca, per costruire un movimento capace di dare maggiore visibilità alle rivendicazioni dei giovani vibonesi.
Dai rappresentanti arriva infine un ringraziamento alla Questura e alle forze dell'ordine per la collaborazione che ha consentito di organizzare e svolgere la manifestazione in sicurezza e in tempi brevi.


