Dopo la convalida i due indagati hanno lasciato gli arresti domiciliari. Per il gip esigenze cautelari assicurate anche con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per tre volte a settimana
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Obbligo di dimora nei rispettivi comuni di residenza e presentazione alla polizia giudiziaria per tre volte a settimana. Questa la misura decisa dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, Luca Bertola, che ha convalidato gli arresti di Vincenzo Scimonello, 24 anni, di Pachino (Sr) e di Petar Sharkov, 23 anni, di nazionalità bulgara ma residente ad Aci Sant’Antonio (Ct). I due erano stati fermati dalla polizia il 4 aprile scorso per il reato di concorso in tentata truffa aggravata ai danni di un’anziana di 78 anni di Vibo Valentia. Unitamente a soggetti rimasti ignoti, con artifizi e raggiri avrebbero indotto la persona offesa a consegnare tutti i monili in oro detenuti nella propria abitazione. Solo il pronto intervento di due agenti della polizia – avvertiti per tempo dai parenti della donna – ha impedito la consumazione della truffa bloccando i due indagati.
L’anziana aveva prima ricevuto delle telefonate sull’utenza di casa dove uno degli interlocutori – con accento campano – le avrebbe chiesto la consegna di monili in oro per la risoluzione di problemi giudiziari. Quindi una seconda telefonata con l’interlocutore spacciatosi per un dipendente di un’agenzia antitruffa che aveva richiesto l’accesso all’abitazione della donna per effettuare delle verifiche interne. Con una terza telefonata, un inesistente maresciallo dei carabinieri avrebbe rappresentato alla signora di aver ricevuto una segnalazione per un tentativo di truffa ai danni della donna ed era, dunque, necessario raccogliere tutti i monili in oro della persona offesa.
Infine, qualificandosi al telefono come un tenente della Guardia di finanza e rappresentando che un collega era stato vittima di una sparatoria a seguito di rapina commessa da soggetti aventi in uso un’autovettura della persona offesa, l’interlocutore di turno avrebbe nuovamente richiesto alla donna di acquisire i monili in oro per compararli con quelli della rapina e della sparatoria. A presentarsi poi materialmente nell’abitazione della donna, qualificandosi per un appartenente alla Guardia di finanza, è stato il bulgaro Petar Sharkov, accompagnato in auto da Vincenzo Scimonello.
Le aggravanti e la misura decisa dal giudice
La contestazione di truffa è aggravata dall’aver commesso il fatto ingenerando nella persona offesa il timore di un pericolo immaginario e l’erroneo convincimento di dover eseguire un ordine dell’autorità, in quanto i due indagati avrebbero rappresentato all’anziana donna, a più riprese, la necessità di appropriarsi di monili e gioielli in oro per ragioni di servizio nonché per l’avvenuta commissione di un delitto con l’auto della stessa donna. L’altra aggravante contestata fa invece riferimento all’aver commesso il fatto approfittando della minorata difesa della donna in relazione a circostanze di tempo, luogo ed età della persona offesa, in quanto soggetto anziano 78enne (classe 1948) ed unica abitante la propria abitazione. Circostanze che avrebbero inciso sul progetto criminoso in quanto la donna è stata “concretamente tratta in inganno”.
Per il gip, nel caso di specie, sussistono i gravi indizi di colpevolezza ed anche le esigenze cautelari essendovi “il concreto e attuale pericolo che gli arrestati, se lasciti privi di controllo, commettano altri delitti della stessa specie di quello contestato”. Ad avviso del gip, i due arrestati “hanno commesso il reato contestato con modalità e in circostanze che denotano una loro spiccata pericolosità sociale e una ferma spregiudicatezza, tale da indurli a spendere la qualifica di appartenenti alle forze dell’ordine e operando anche al di fuori del loro territorio di riferimento. Tutti elementi che rendono assai probabile la reiterazione di analoghi comportamenti delittuosi”. In relazione alle esigenze cautelari – in accoglimento delle argomentazioni prospettate dall’avvocato Francesco Sorrentino (il pm aveva chiesto gli arresti domiciliari) – il gip ha quindi (dopo la convalida) scarcerato i due arrestati ed ha deciso per la misura dell’obbligo di dimora nei rispettivi comuni di residenza con contestuale obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per tre volte a settimana. Tali due misure, congiuntamente applicate, ad avviso del gip consentono “un costante controllo degli indagati, al contempo impedendo agli stessi di allontanarsi dai comuni di residenza”. La tipologia di truffa perpetrata da Sharkov e Scimonello appalesa infatti la “sua insidiosità proprio nei territori in cui gli stessi risultano sconosciuti, così consentendo loro di poter spendere un’altra identità. La permanenza all’interno del comune di residenza, in questo senso, appare invece efficace a neutralizzare la reiterazione di reati analoghi”.

