VIDEO | L’anziano che risiede a Vena Superiore torna a fare i conti con i rubinetti a secco dopo tre mesi di disagi. Dal Comune promessa un’autobotte da 2mila litri ma per ora continua a peregrinare da una fontanella all’altra per fare rifornimento
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Il signor Tavella intento a rifornirsi d'acqua al Municipio
È durata appena un giorno la gioia di Rosario Tavella, 70 anni, residente a Vena Superiore, frazione di Vibo Valentia. Dopo circa tre mesi con i rubinetti a secco, l’acqua era finalmente tornata nella sua abitazione. Ma il servizio si è interrotto nuovamente poco dopo, costringendo l’uomo a riprendere la quotidiana ricerca di rifornimenti.
Una vicenda che Tavella racconta ancora una volta attraverso un video, nel quale mostra la situazione vissuta in queste ore. Per lui, già alle prese con i postumi di un trapianto e diversi interventi chirurgici, la mancanza d’acqua significa dover organizzare ogni giornata attorno alla necessità di procurarsela.
«Buongiorno, l’ennesimo rifornimento», esordisce nel video. Tavella racconta poi di essere stato negli uffici comunali, dove gli sarebbe stato assicurato un intervento: «Mi hanno promesso che domani mattina avrò la cisterna, però sono senza».
La promessa è quella di un’autobotte da 2mila litri, che dovrebbe arrivare nella sua abitazione alle 8.30. Una soluzione d’emergenza in attesa che venga affrontato il problema che, nonostante il ritorno dell’acqua per una sola giornata, continua a ripresentarsi.
«Oggi, mercoledì 2 settembre o 3 settembre, ormai ho perso anche l’orientamento, ho perso le forze», racconta il 70enne. «Facciamo la giornata riempitiva, che non è vita. Avrei tante altre cose da fare, è più importante anche rilassarmi, vivere una vita normale, però questa non è normale».
Tre mesi alla ricerca dell’acqua
Nei tre mesi di emergenza Tavella ha fatto più volte la spola tra la propria abitazione e diversi punti della città per riuscire a procurarsi l’acqua necessaria: dal Comune alla piscina comunale, fino alla fontanella nei pressi della chiesa. In una delle sue proteste era arrivato anche a lavare la biancheria intima davanti a Palazzo Luigi Razza, per richiamare l’attenzione sulla situazione.
Nei giorni scorsi l’assessore comunale alla Manutenzione aveva annunciato l’intenzione di effettuare controlli per individuare l’origine del problema. L’acqua era quindi tornata nella casa di Tavella, ma soltanto per una giornata. Poi i rubinetti sono tornati a secco.
«L’acqua è vita e senza l’acqua in casa non si può fare nulla», dice nel video. «Non lavarti, non pulire, non cucinare, non farsi un caffè, l’igiene intima e tutto».
E proprio pensando alle sue condizioni fisiche pone una domanda: «Se io fossi completamente allettato cosa dovrei fare?».
Per il momento, dunque, Tavella attende l’autobotte promessa dal Comune. Duemila litri che potranno consentirgli di affrontare i prossimi giorni, mentre resta ancora da risolvere il problema che da maggio continua a lasciare la sua abitazione senza acqua.

