I turisti premiano Tropea, 30% di presenze in più nella perla del Tirreno

Nel 2017 hanno fatto tappa nel santuario della Madonna dell’isola circa 60 mila visitatori. Tra mare e bellezze architettoniche, la città si conferma meta privilegiata per le vacanze estive

Nel 2017 hanno fatto tappa nel santuario della Madonna dell’isola circa 60 mila visitatori. Tra mare e bellezze architettoniche, la città si conferma meta privilegiata per le vacanze estive

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Non solo spiagge bianchissime e mare cristallino. I tesori di Tropea sono rappresentati anche dai beni storici e archeologici che custodisce. La Perla del Tirreno ha avviato la stagione turistica con un 30% in più di presenze rispetto al precedente anno. Un segnale incoraggiante per l’intero comprensorio vibonese. Il fascino legato alla sua storia centenaria non manca. La città fondata da Ercole, meta turistica prediletta soprattutto dai Paesi del Nord – Germania, Austria e Svizzera – viaggia verso nuovi record in vista dell’estate.

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La Chiesa della Madonna dell’Isola, di origine medievale, è il simbolo della città. Lo scoglio è divenuto icona in Calabria e nel mondo. Dalla scalinata al giardino sul retro, il viaggio nella struttura è una tappa obbligatoria per i turisti. Pur conservando la sua anima antica, il tempio religioso ha subito danneggiamenti a causa dei terremoti. I più disastrosi furono quelli del 1783 e del 1905. Per queste ragioni, gli interventi che si sono susseguiti hanno modificato l’aspetto originario. Eppure, nonostante il trascorrere del tempo continua ad attrarre visitatori da ogni parte del globo. Basti pensare che nel 2017, la chiesa e l’annesso museo hanno aperto le porte a circa 60 mila visitatori.

 

Le viuzze di Tropea, costellate da piccoli slarghi, palazzi nobiliari e piazzette,  serbano altre meraviglie. Come il Museo diocesano, che colloca statue marmoree di pregio, un trittico seicentesco di autore napoletano con la Madonna delle Grazie, San Francesco d’Assisi e Santa Chiara, una notevole collezione di dipinti. In più sono qui esposte due icone, una del XIII e una del XV secolo e brani di un affresco di scuola giottesca proveniente dal convento di Santa Chiara, databile alla seconda metà del XIV secolo.  Dedicato al patrimonio barocco, inoltre, la mostra “Del Vero e dell’Oro, il Barocco da Mattia Preti a Luca Giordano”, in collaborazione con la delegazione di Vibo Valentia Fai, con il Rotary Club di Tropea e con il club per l’Unesco di Tropea, che sarà aperta al pubblico da venerdì 22 giugno dalle 10. Intanto, lunedì 18 giugno alle ore 11, si terrà la conferenza stampa che illustrerà il programma della mostra che, per il periodo di giugno – dicembre 2018, ospiterà opere di Gregorio e Mattia Preti, di Francesco Cozza e di Luca Giordano, esposte grazie alla disponibilità di Alessandro e Simona Romano Carratelli e di altri collezionisti privati. Si tratta di opere che andranno ad arricchire l’esposizione permanente del Museo, che comprende una notevole collezione di statue lignee relative allo stesso periodo e allo stesso ambito e una serie di tele di pittori locali, tra i quali il più importante è Giuseppe Grimaldi, influenzati proprio dai maestri del Barocco napoletano.


Nelle vicinanze del Museo, si erge in tutta la sua bellezza, il duomo di Tropea, costruito intorno al XII secolo su un ex cimitero bizantino. Da visitare– solo per citarne alcune – le chiese della Michelizia, edificio rinascimentale edificato come monumento votivo da un ricco mercante scampato ad un naufragio, la chiesa di San Michele, la chiesa di San Francesco.