Pizzo, la festa della Madonna di Piedigrotta tra leggenda e fede

Si è svolta come ogni anno la processione in mare dedicata all’effige della Vergine a cui si affidarono i marinai che nel ‘600 naufragarono al largo della costa napitina costruendo poi la celebre Chiesetta

Si è svolta come ogni anno la processione in mare dedicata all’effige della Vergine a cui si affidarono i marinai che nel ‘600 naufragarono al largo della costa napitina costruendo poi la celebre Chiesetta

Informazione pubblicitaria

Da 400 anni l’effige della Madonna di Piedigrotta è venerata a Pizzo, dove sorge l’omonima Chiesetta, tra i siti museali più visitati della Calabria. Secondo la leggenda, intorno alla metà del ‘600 un veliero con equipaggio napoletano fu sorpreso da una violenta tempesta. I marinai si raccolsero nella cabina del capitano dove era custodito il quadro della Madonna di Piedigrotta e tutti insieme iniziarono a pregare facendo voto alla Vergine che, in caso di salvezza, avrebbero eretto una cappella e l’avrebbero dedicata alla Madonna. La nave si inabissò e i marinai a nuoto raggiunsero la riva. Insieme a loro, si poggiarono sul bagnasciuga anche il quadro e la campana di bordo datata 1632. Decisi a mantenere la promessa fatta, scavarono nella roccia una piccola cappella e vi collocarono la sacra immagine. 

Fin qui la leggenda, tramandata di generazione in generazione, che non è però confermata da documenti storici. Assolutamente autentica, invece, è la devozione dei pizzitani nei confronti del quadro della Madonna di Piedigrotta, che ogni anno, il 2 luglio, viene festeggiata dai fedeli. È quanto avvenuto anche ieri, con una cerimonia carica di suggestioni a cui hanno partecipato in tanti. 

«La Festa di Maria Santissima di Piedigrotta assume innumerevoli “sembianze” – spiegano i soci della Kaiors, la cooperativa che gestisce la Chiesetta e coordina tutte le iniziative ad essa legate -. Tutto inizia 9 giorni prima dell’evento, quando, sul far del mattino ed al calar del sole, la devozione si manifesta nella recita del Rosario, quel “ripetere” che non ha nulla di meccanico, bensì rappresenta il desiderio di scendere nel profondo di noi stessi, sfuggendo alla razionalità per calarsi nella preghiera estatica e contemplativa».

Così, 2 volte al giorno, i fedeli si incontrano nella Chiesetta di Piedigrotta, invocando l’aiuto della Vergine e preparandosi al suo arrivo. Il 2 luglio, giorno della festa, le piccole imbarcazioni dei pescatori sono pronte sulla riva. Tra queste “La perla nera” di Rocco La Porta, addobbata con fiori, rose e banderuole colorate, per accogliere l’immagine sacra.

Sulla battigia, in attesa di salpare verso “Pizzo a pundi”, punto del molo della Marina di Pizzo dove il quadro portato in processione ha raggiunto le imbarcazioni dopo la messa delle 18 nella Chiesa di Maria SS. Immacolata e San Ferdinando Re celebrata da Padre Rocco, l’emozione era palpabile.

Così, i pescatori con le loro famiglie e tutti i devoti desiderosi di condividere il breve viaggio accanto alla dolce “Signora del mare”, sono salpati verso la Marina.

Durante il ritorno verso la Chiesetta sono state tante le imbarcazioni che nel frattempo si sono accodate al corteo in mare. A bordo i fedeli, curiosi e organizzatori, come Francesco Pascale, presidente della Kairos. Presenti alla manifestazione anche il consigliere comunale Giorgia Andolfi, in rappresentanza dell’Amministrazione, e il comandante dei carabinieri di Pizzo, Carmine Cesa.