La fornace dei tesori, a Gerocarne resistono i maestri della terracotta – Video

Nell’ultima puntata di LaC Storie, il videoreporter Saverio Caracciolo racconta l’antico mestiere del vasaio e l’impegno di un padre e di un figlio per non farlo scomparire

Nell’ultima puntata di LaC Storie, il videoreporter Saverio Caracciolo racconta l’antico mestiere del vasaio e l’impegno di un padre e di un figlio per non farlo scomparire

Informazione pubblicitaria
La fornace Papillo a Gerocarne

La sapienza delle mani in grado di creare ceramiche di pregio. Come un rituale, i passaggi sono scanditi dal tempo e dall’abilità del vasaio. Ogni oggetto è unico con una sua storia e una sua identità. Il laboratorio, diventa scrigno di memorie passate, dove i mastri si cimentano in un lavoro che si perde nella notte dei tempi ma che si è riuscito a reinventarsi e rinascere nella modernità. Così, a Gerocarne, piccolo centro del Vibonese, nell’antica bottega, l’arte della terracotta “Papillo” si tramandano di padre in figlio, i segreti del mestiere. Una gestione familiare, basata sull’impegno e sul sacrificio, che incanta per la naturalezza dei gesti, per la cura dei particolari. Sono proprio loro, “Gli artisti della terracotta” i protagonisti dell’ultimo approfondimento di LaC Storie, a cura del videoreporter Saverio Caracciolo. Un viaggio che valorizza un’arte secolare, fatta di pazienza e precisione, che rischiava di scomparire: «Parte tutto dalla frantumazione dell’argilla» spiegano e illustrano alla telecamera di Caracciolo. A contribuire alla sopravvivenza, l’amore nei confronti del mestiere e della propria terra: «La passione mi ha fatto rimanere qui, a Gerocarne, a fare il lavoro di papà. Quando uscivo da scuola, finivo i compiti e mi ritrovavo nella bottega di famiglia», racconta Tommaso Papillo. Un processo lento, quello che porta alla creazione del vasellame utilizzando antiche tecniche che si conclude nella cottura in forno. Una struttura del 1500 ancora viva e perfettamente funzionante. Il video della puntata