La mostra itinerante dell’Ansa su Falcone e Borsellino fa tappa a Vibo

Sarà il seicentesco chiostro del convitto Filangieri ad ospitare oltre duecento immagini, accompagnate dai dispacci della storica agenzia, della vita e del lavoro dei due magistrati simbolo della lotta alla mafia

Sarà il seicentesco chiostro del convitto Filangieri ad ospitare oltre duecento immagini, accompagnate dai dispacci della storica agenzia, della vita e del lavoro dei due magistrati simbolo della lotta alla mafia

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Sarà il chiostro seicentesco del convitto “Gaetano Filangieri” di Vibo Valentia ad ospitare la mostra “L’eredità di Falcone e Borsellino” a partire dal 3 giugno. Si tratta di una mostra fotografica itinerante dedicata alla memoria dei due magistrati, realizzata dall’Ansa in collaborazione con il Miur e, per la tappa vibonese, con il supporto del coordinamento regionale delle consulte degli studenti, dell’Usr  Calabria e dello stesso Convitto Filangieri. L’iniziativa è inserita nell’ambito del progetto “Custodiamo patrimoni straordinari” ideato dalla coordinatrice regionale delle Consulte studentesche, Franca Falduto e patrocinato dalla Regione Calabria. La mostra è stata allestita per la prima volta nelle sale lignee di Palazzo Branciforte a Palermo ed inaugurata dal capo dello Stato il 23 maggio 2012, in occasione del ventesimo anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio.  

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L’esposizione vibonese propone duecento scatti fotografici attraverso i quali si rivivono diversi momenti sia della vita privata sia lavorativa di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. L’adolescenza a Palermo, l’ingresso in magistratura, la nascita del “Pool antimafia”, il maxiprocesso, le stragi del ’92: il percorso creato dalle immagini è integrato da riproduzioni dei “dispacci” Ansa relativi ai fatti e personaggi presi in considerazione. Tale percorso fa da supporto visivo ai fatti che hanno contrassegnato drammaticamente quegli anni. Si tratta di un percorso fotografico finalizzato, tra l’altro, a far conoscere ai giovani la storia dei due giudici, emblema dei valori della legalità e della lotta alla criminalità organizzata. Oltre all’esposizione fotografica sono in programma incontri, dibattiti e riflessioni nell’aula magna. «È la continuazione di un percorso educativo e formativo – ha spiegato il rettore Alberto Capria – non rivolto esclusivamente agli allievi del convitto e del terzo circolo De Amicis, che è alla base del nostro modo di far scuola». Il dirigente scolastico ha concluso parafrasando Rocco Chinnici: «Fra i nostri doveri, c’è quello di seminare e, quindi, la certezza di non raccogliere è non seminare, cosa non ammissibile per una scuola pubblica». La mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 18 e il sabato dalle 9 alle 13.