venerdì,Maggio 24 2024

Archeoclub Armos, il progetto mette radici a Pernocari: «Valorizzare le nostre radici»

Durante la presentazione del neonato sodalizio, l’attenzione si è focalizzata sugli studi concernenti le cavità rupestri scoperte recentemente all’interno del territorio. Nei prossimi giorni previsti laboratori e visite guidate all’interno del Museo della civiltà contadina

Archeoclub Armos, il progetto mette radici a Pernocari: «Valorizzare le nostre radici»

L’auditorium Ccs di Pernocari, nel Comune di Rombiolo, ha ospitato la presentazione dell’Archeoclub “Armos”, nato ufficialmente nel novembre 2022 su iniziativa di un gruppo di archeologi, studiosi e appassionati locali. L’evento ha permesso di raccontare l’evoluzione e le finalità di un progetto che punta alla valorizzazione del patrimonio culturale, storico e archeologico del territorio di Rombiolo.

Le cavità rupestri

L’evento a Pernocari, moderato dal professor Nicola Rombolà, è partito con l’intervento introduttivo del presidente del sodalizio, Nicola Mandaradoni il quale ha illustrato la nascita della sezione locale di Archeoclub. Marcella Sesil, archeologa e socio fondatore, ha esposto i dati salienti dello studio preliminare condotto sul territorio, rivelando la scoperta di numerose cavità rupestri che ha poi portato alla fondazione di “Armos”. Lo studio scientifico di suddette grotte è attualmente in corso, vista la notevole importanza storico culturale rivestita: «Un territorio il quale, fatta eccezione per pochi siti noti, è del tutto sconosciuto e nella storia, i paesi del comune di Rombiolo vengono prettamente ricordati come casali di Mesiano. Questa scoperta – si fa rilevare – ha gettato nuova luce sulla storia del nostro territorio, poiché essa affonda le sue radici in epoca ben più lontana e le cavità rupestri di origine antropica ne sono la testimonianza».

La riscoperta del territorio

L’appuntamento è stato arricchito dalla presenza di Tommaso Tosti, archeologo medievista e coautore dello studio, il quale ha ricostruito il quadro del territorio dal punto di vista storico archeologico a partire dall’epoca Tardoantica, poiché per le epoche antecedenti vi è una grave penuria di fonti. Presenti all’evento esponenti del mondo culturale e non, come Maria Teresa Iannelli (archeologa, storica direttrice del museo Archeologico di Vibo Valentia); Anna Murmura (presidente della sezione dell’Archeoclub di Vibo Valentia), Domenico Macrì (Capo di gabinetto della presidenza del consiglio regionale), Domenico Petrolo (sindaco di Rombiolo).

Gli obiettivi dell’Archeoclub

I pilastri alla base della neonata sezione Archeoclub sono chiari: «L’obiettivo che si pone è di proseguire nello studio del territorio, spinto dalla voglia di valorizzare e rilanciare il patrimonio culturale disconosciuto ai più.  Ma è anche quello di sensibilizzare, diffondere e promuovere tra i cittadini l’interesse per i beni culturali e ambientali. Attraverso un ampio ventaglio di attività rivolte sia ai bambini che agli adulti e svolte all’insegna della conoscenza, della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale inteso nel senso più ampio del termine», rimarcano i membri aggiungendo: «Il nostro è un impegno concreto che ha il fine di sostenere studiosi ed esperti nella divulgazione della conoscenza del passato. Un passato che ci appartiene e che rappresenta la nostra storia, le nostre radici ma che soprattutto può rappresentare un buon trampolino di lancio per il territorio e per il futuro dei nostri bambini».

Le giornate europee dell’Archeologia

L’impegno dell’associazione si concretizzerà con diverse iniziative. Tra le prime attività, sabato 17 e domenica 18 giugno, in occasione delle tre Giornate europee dell’Archeologia, l’Archeoclub “Armos” metterà in campo due giornate dedicate proprio ai più giovani. Sabato 17 nel pomeriggio presso il Ccs auditorium di Pernocari verranno realizzati alcuni laboratori di Archeologia sperimentale, mentre mattina di domenica 18 presso il Museo della Civiltà contadina i bambini avranno modo di visitare la collezione, conoscere alcuni degli strumenti musicali della tradizione calabrese e cimentarsi nel laboratorio dell’intreccio.

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