Drapia e il suo Castello, progetti e idee a confronto per il nuovo museo civico

Giornata di studi, nel complesso monumentale Galluppi di Carìa, tra addetti ai lavori e appassionati. Centinaia i reperti ritrovati a Torre Galli che entreranno nell’esposizione
Giornata di studi, nel complesso monumentale Galluppi di Carìa, tra addetti ai lavori e appassionati. Centinaia i reperti ritrovati a Torre Galli che entreranno nell’esposizione
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La giornata regionale dei musei di Calabria, sabato 30 novembre ha coinciso a Drapia con l’organizzazione dell’iniziativa “Palazzo in festa. Progetti e idee a confronto”, nata su iniziativa del direttore del Complesso museale Galluppi di Carìa, Emilio Minasi, con l’obiettivo di condividere le linee guida delle iniziative che si andranno ad attivare in loco, tutte ispirate da una forte apertura ai territori. Al tavolo dei relatori, a partire dalle ore 16, accanto a Minasi, al sindaco Alessandro Porcelli, al presidente della Pro loco Antonio Furchì, si sono alternati in ordine sparso il presidente del Club per l’Unesco di Tropea Giuseppe Maria Romano, il presidente del Gal Terre vibonesi Vitaliano Papillo, il professore ordinario Unical di Economia e gestione delle imprese Andrea Lanza e Antonio Montuoro, a capo dell’accademia della Dieta mediterranea di Nicotera.

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Lo scambio vivace di informazioni, suggerimenti, prospettive, si è chiuso con l’esibizione del musicista, studioso e liutaio Francesco Braccio: un tuffo nei suoni arcaici e nelle sonorità della Calabria più vera, di cui il castello vuole tornare ad essere custodia e vetrina. Nel futuro del complesso Galluppi, ha anticipato il direttore, iniziative di narrazione e marketing territoriale, destinate a coinvolgere artigiani, piccoli produttori, associazioni culturali: ad iniziare dagli esponenti dell’associazione Paolo Orsi, nata “dal basso” grazie alla sensibilità di alcuni abitanti, ed intitolata al grande archeologo di Rovereto, autore dei più importanti scavi nella necropoli di località Torre Galli. Grande apertura è stata data a questo proposito al Club Unesco di Tropea che vede nei “castelli”, cui Drapia apparteneva, un interlocutore diretto e privilegiato, e verso il quale è mosso al contempo da responsabilità ed attenzione, e che si impegna a supportare sin dalle prime iniziative.

Commoventi le parole di Ciccio Rombolà, tra i volontari ed appassionati di archeologia più attivi del territorio, che insieme al fratello ha raccolto negli anni centinaia di reperti, gelosamente custoditi nei magazzini comunali, e destinati, in futuro, proprio all’istituendo museo, nei locali del Castello. Un amore per la terra e la sua storia che ha pochi eguali, e che deve – anche nelle intenzioni del direttore Minasi – essere d’ispirazione e di esempio per la azioni future da attivarsi sui territori. “Apertura, apertura, apertura”: questo il mantra dell’architetto, intenzionato ad attivare un coinvolgimento dal basso, un ricorso diretto alle istanze provenienti dalla popolazione, base di ogni scelta futura. Via dunque ad iniziative con le scuole, chiamate a produrre materiali, disegni, suggerimenti: ma anche e soprattutto ad una fitta azione di storytelling, con giornalisti chiamati a raccontare le storie più belle del comprensorio. Racconti e reperti, quindi: e ad unire il tutto, il ricorso alle nuove tecnologie di musealizzazione: la multimedialità applicata al bene culturale, che strizza l’occhio all’etnografia, all’archeologia, alla tradizione