“La prima cosa bella”, a Dasà consigli su come prepararsi alla gravidanza

Si avvia all’incontro conclusivo l’iniziativa promossa dal Movimento Aquila Rossa che già ha riscosso, nel primo appuntamento, notevole successo e partecipazione di cittadini

Si avvia all’incontro conclusivo l’iniziativa promossa dal Movimento Aquila Rossa che già ha riscosso, nel primo appuntamento, notevole successo e partecipazione di cittadini

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Si terrà martedì 9 maggio alle 17, al Centro polifunzionale di Dasà, l’incontro conclusivo dell’iniziativa “La prima cosa bella… come prepararsi a una gravidanza”. Organizzato dal movimento “Aquila Rossa”, il progetto si prefigge l’obiettivo di avviare «un confronto, un ascolto, un dialogo tra tutte le donne, non solo quelle in gravidanza, ma anche tra gli uomini e tra le figure professionali del settore».

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Per questo, ad affiancare il movimento «in questo ambizioso e innovativo progetto» saranno l’ostetrica in pensione Veneranda Pasquino e il medico dasaese Maria Rosa Malvaso. «Non si tratta – rimarcano gli organizzatori guidati dal responsabile Claudio Gentile – della classica conferenza o seminario bensì di tavole rotonde, dove tutti i partecipanti possono interagire, fare domande, chiarire dubbi, confrontarsi con le summenzionate figure e tra di loro».

In parallelo, si spiega, «vengono dati degli indirizzi e dei metodi e vengono lanciati dei focus su come approcciare al meglio questo arco di nove mesi, emozionante non solo per le future famiglie ma anche i familiari. E così se nel primo incontro i temi trattati sono stati l’alimentazione, l’igiene, la postura della donna in gravidanza. Nel secondo incontro, in programma come detto martedì 9 maggio, i temi trattati saranno l’allattamento al seno, il corredo, la gestione dell’infante nei suoi primi giorni di vita».

Il progetto, fanno sapere ancora gli organizzatori, nasce «al fine di offrire un servizio, un’opportunità ai concittadini ma anche a persone provenienti dai paesi limitrofi di avere più conoscenza, evitare tragitti lunghi avendo incontri in zona, di evitare la disinformazione e semplificare tutto ciò che riguarda il delicato tema».

Infine, concludono gli organizzatori «ci piaceva l’idea di poter aiutare pragmaticamente i nostri concittadini, di fare qualcosa per loro dal grande valore sociale e che potesse lasciargli un’eredità anche nella vita quotidiana. È questa la logica che spiega la partecipazione di un pubblico misto di uomini, adolescenti, donne incinte e non, che ha partecipato al primo incontro. L’esperimento riuscirà anche nel secondo incontro? A martedì per avere la risposta».