La Tonnara di Bivona tra incuria e sogni di riqualificazione (VIDEO)

Un sito dal valore inestimabile che attende solo di essere valorizzato ma che allo stato versa in totale abbandono. Distrutte anche le storiche imbarcazioni. Ora il Comune di Vibo è in cerca di risorse per realizzare il “Museo del mare”

Un sito dal valore inestimabile che attende solo di essere valorizzato ma che allo stato versa in totale abbandono. Distrutte anche le storiche imbarcazioni. Ora il Comune di Vibo è in cerca di risorse per realizzare il “Museo del mare”

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L'iniziativa alla Tonnara di Bivona
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Costruita nel 1881, la Tonnara di Bivona è un bene da valorizzare. Ma come? Al quesito la Pro loco di Vibo Marina ha tentato di dare una risposta nel corso di un confronto che si è svolto nell’antico palazzo che ospita i cimeli dell’epopea della pesca del tonno. Tra questi tre imbarcazioni malridotte che andrebbero restaurate. 

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Il Comune è a caccia di nuove risorse per la realizzazione del “Museo del mare” da affidare a un’associazione esterna, al tempo stesso dovrà necessariamente reperire altri fondi per rifare gli arredi distrutti dai vandali. «Gli atti vandalici – ha detto Elio Costa – hanno vanificato i lavori di ristrutturazione  costati centinaia di migliaia di euro». Lo stesso, prima dell’avvio del dibattuto accompagna il segretario regionale del MiBact per la Calabria, Salvatore Patamia, al piano terra della Tonnara per mostrargli lo scempio in cui si trova il palazzo. Vetri rotti, lavandini divelti e in frantumi. Fili elettrici strappati che penzolano dal soffitto. «Guardate cosa hanno combinato questi incivili», l’amaro commento del primo cittadino. 

I nuovi lavori di ristrutturazione dovranno coincidere  con l’avvio della videosorveglianza che a Bivona è prevista così come in altri punti della città di Vibo Valentia. «Le telecamere ci sono – denuncia il sindaco – ma non funzionano». 

La Tonnara è un luogo storico. «Un luogo che racchiude la storia della pesca e dei pescatori del vibonese», così il segretario regionale del Mibact il quale però ammette che per reperire risorse bisogna mettere insieme tutte le parti interessate, e non è un percorso facile. Per il presidente della pro loco Vincenzo De Maria è giunta l’ora di rendere fruibile a tutti questo bene monumentale. 

Al piano terra della Tonnara, trovano ricovero alcune imbarcazioni. La più imponente è la “Caterina”,  l’imbarcazione utilizzata fino agli anni ‘60 per la pesca del tonno. Ha solcato le acque del Mediterraneo e ha rappresentato per Bivona e per i paesi limitrofi, una fonte di ricchezza per numerose famiglie

«Era un privilegio lavorare su questa nave» commenta un pescatore. “Caterina” ha resistito ai vandali, al tempo, ha resisto all’incuria di chi avrebbe dovuto proteggerla. Dovrà essere restaurata per non fare la fine delle due consorelle ridotte ad un ammasso di legna. «Non si può cancellare la storia» è l’appello del figlio dell’ultimo Rais. Giorgio Canduci insieme al fratello Nunzio Gaetano, sperano che le tre vecchie imbarcazioni possano ritornare agli antichi splendori.