Mileto, successo per l’oratorio sacro dedicato a don Mottola

L’opera musicale “Francesco, Servo di Dio, l’Aquila che raggiunse il Sole”, ispirata al venerabile di Tropea, è stata presentata nei giorni scorsi nella basilica-cattedrale

L’opera musicale “Francesco, Servo di Dio, l’Aquila che raggiunse il Sole”, ispirata al venerabile di Tropea, è stata presentata nei giorni scorsi nella basilica-cattedrale

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Successo per l’oratorio sacro “Francesco, servo di Dio, l’aquila che raggiunse il Sole”, presentato nei giorni scorsi nella basilica-cattedrale di Mileto. Ispirata alla vita del venerabile don Francesco Mottola, fondatore della famiglia degli Oblati e delle Oblate del Sacro Cuore, l’opera musicale è stata diretta dal maestro, nonché autore, Vincenzo Laganà

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Sotto la sua direzione, l’orchestra “Don Francesco Mottola”, i cori polifonici “Dominicus” di Soriano, “Don Giosuè Macrì” di Tropea, “Nuova Corale polifonica” di Vibo Valentia, “S. Francesco” di Presinaci, “S. Sebastiano” di Pernocari, “Maria SS. Lauretana” di Ricadi e “Polifonica Aulos” di Lamezia Terme, la voce recitante Paolo Ceraso, i soprani Ines Epifanio e Rita Valenti, i tenori Saverio Alessio e Fabio Angiò e il basso Adriano Licastro. 

Tanti gli spettatori presenti, molti dei quali giunti da Tropea, paese natale di don Mottola. Voluto dal vescovo Luigi Renzo, l’evento miletese ha rappresentato un’occasione unica per conoscere uno degli esempi più illustri di sacerdozio calabrese. Non a caso, la sua causa di beatificazione è da tempo allo studio della Congregazione per le cause dei Santi, così come un presunto miracolo attribuito alla sua intercessione. L’oratorio sacro si è snodato in 12 quadri che hanno permesso di raccontare la vita e la spiritualità di don Mottola. Un percorso avvincente, che partendo dal momento della sua vocazione si è via via diramato attraverso l’amore per la natura, l’ordinazione sacerdotale, l’esaltazione della Carità, la donazione totale a Cristo Gesù e alla Madonna, l’abbraccio della Croce, l’istituzione della “Casa della Carità” (La Casa d’oro), l’espressione: “Eccomi tutto!” che ben ne racchiude la vita terrena, a conclusione del mandato spirituale rivolto alle Oblate del Sacro Cuore (“Le Certosine della strada”). 

 

Al termine della serata monsignor Renzo ha messo in evidenza i tratti caratteristici della santità del sacerdote, ma anche i parallelismi con altre due insigni figure del cattolicesimo vibonese: con Natuzza Evolo e Irma Scrugli, quest’ultima tra l’altro cofondatrice degli Oblati e delle Oblate del Sacro Cuore. L’opera “Francesco, Servo di Dio, l’Aquila che raggiunse il Sole” era stata eseguita per la prima volta nel 2011 nella concattedrale di Tropea, nel giorno della commemorazione del pio transito di don Mottola. Nel 2016 la replica nell’oratorio della chiesa di San Leoluca di Vibo Valentia, in questo caso in occasione del 60esimo anniversario dell’apertura della Casa di Carità.