Mileto, Scuola e Istituzioni a confronto su bullismo e del cyberbullismo

Sabato il convegno organizzato dall’Istituto “Galileo Galilei” di Vibo Valentia. All’incontro interverranno, tra gli altri, il procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Cosenza Marisa Manzini e l’ex parlamentare Angela Napoli  

Sabato il convegno organizzato dall’Istituto “Galileo Galilei” di Vibo Valentia. All’incontro interverranno, tra gli altri, il procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Cosenza Marisa Manzini e l’ex parlamentare Angela Napoli  

Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

Ci sarà anche il procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Cosenza Marisa Manzini, al convegno in programma sabato prossimo a partire dalle 9.30 nella sala-conferenze “Monsignor Vincenzo De Chiara” ubicata all’interno del Seminario vescovile di Mileto

Informazione pubblicitaria

L’incontro, dal titolo “#Bulli, Cyberbulli e… affiliati simili“, viene organizzato dalla sezione associata miletese dell’Istituto tecnico economico “Galileo Galilei” di Vibo Valentia, nell’ambito dell’annuale progetto “Educazione alla legalità”. L’incontro, oltre che del procuratore Manzini, prevede la presenza del dirigente scolastico Itc Diego Cuzzucoli, dell’ex parlamentare, nonché attuale presidente dell’associazione “Risveglio ideale” Angela Napoli, della psicologa Nadia Paura, del comandante della Compagnia dei Carabinieri di Vibo Valentia Piermarco Borettaz, della dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo di Mileto Giuseppina Prostamo e della docente dell’Itc Giovanna Esposito.

A moderare gli interventi e la discussione in sala, ci penserà il docente della stessa sede associata miletese Salvatore Fortunato Giordano. Il convegno permetterà agli studenti di incontrare le Istituzioni su un fenomeno molto sentito, quello del bullismo e cyberbullismo in genere. Nel primo caso si parla in genere di studenti, compagni di classe o di istituto conosciuti dalla vittima, nel secondo di persone che con falsi profili telematici si nascondono dietro l’anonimato per interagire, aggredire, molestare, ricattare, denigrare, diffamare, e non solo. Le conseguenze sono spesso tragiche. Da qui l’esigenza di conoscere, intraprendere azioni di prevenzione adeguate, educare i ragazzi all’uso consapevole dei social network.