«Riaprite i musei», Cultura e Identità appoggia la campagna nazionale

Riaprite i musei. Centinaia di iscritti all’associazione CulturaIdentità si sono recati in questi giorni davanti a decine di musei italiani chiusi a causa delle misure restrittive imposte dal governo per fronteggiare il Covid-19, per scattarsi un selfie con un motto chiaro che sta animando la protesta: “Il contagio della cultura non uccide. #riapriteimusei”.

«La cultura – scrive il responsabile dell’associazione Pasquale La Gamba – non è una scomoda eccezione ma un atto vitale per la società che edifica la maturità civile. Una battaglia quella di CulturaIdentità che prosegue idealmente quella solitaria e tenace dell’onorevole Vittorio Sgarbi alla Camera dei deputati contro la mortificazione dei musei e l’umiliazione della cultura imposti dall’attuale esecutivo».

«I musei innanzitutto assolvono alla funzione di conservare e tramandare le memorie migliori della nostra civiltà, sono un giacimento di senso e di identità, soprattutto di identità per quelle singolari patrie, borghi, paesi, e città che formano l’Italia», scrive nel suo editoriale il vicepresidente di CulturaIdentità, il critico d’arte Angelo Crespi, aggiungendo: «Hanno inoltre un’importante funzione sociale, contribuendo alla salute psicologica e spirituale degli individui, allo sviluppo delle qualità cognitive e della sensibilità umana».

Per tutti questi motivi «crediamo giusto – aggiunge la nota – che essi vengano riaperti subito superato il periodo delle feste natalizie, quando un nuovo Dpcm tornerà a disciplinare la vita degli italiani».

CulturaIdentità ha deciso di lanciare una campagna di sensibilizzazione che vada a sostegno di queste istituzioni e riporti all’attenzione del ministro della Cultura Dario Franceschini e del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, i temi peraltro già contenuti in un appello promosso un mese fa dal direttore del museo del Novecento di Firenze, Sergio Risaliti, e firmato da 100 operatori del settore tra direttori di musei, critici e storici dell’arte, curatori, artisti, collezionisti, galleristi.

«Un appello andato a vuoto – prosegue l’associazione – nonostante i musei siano luoghi pubblici attrezzati e presidiati, che hanno garantito l’accessibilità e il distanziamento nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria con contagi uguali a zero. In questi mesi invece purtroppo abbiamo assistito a uno spettacolo indecoroso. La chiusura imposta non solo mette a repentaglio il sistema musei e più in generale il sistema della cultura italiana, ma ferisce il nostro stesso senso di appartenenza, il nostro senso di comunità».

«La cultura è stata vilipesa dalla politica – conclude la nota – i partiti al governo usano il tema della cultura solo per mascherare il proprio fallimento, si appellano all’arte e alla bellezza dicendole strategiche, ma in verità nei fatti ne sottostimano il valore e il potenziale. Basti dire che anche nel cosiddetto recovery fund, la cultura (con il turismo) è la voce più piccola, appena 3,1 miliardi di euro, sui 196 che riceveremo, mentre per fare un esempio “alla parità di genere” vengono destinati 4,2 miliardi di euro».

Condividi
Impostazioni privacy
Privacy e termini di Google