L’opera è stata realizzata nel borgo dei vasai da Fortunato Pedullà e Claudio Chiaravalloti. In un sol colpo riesce a unire storia, cultura, fede e tradizione
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Un’opera per raccontare l’identità del luogo. L’arte che si mette al servizio del territorio per spiegarne le radici e le caratteristiche che lo contraddistinguono e per permetterle di ritrovare la propria anima. Questo, e non solo, rappresenta il murales realizzato nel suggestivo borgo dei vasai di Gerocarne da Fortunato Pedullà, in collaborazione con Claudio Chiaravalloti. La creazione dei due artisti celebra la forte devozione che la comunità nutre nei confronti di San Rocco di Montpellier, rendendo nel contempo omaggio alle mani sapienti dei maestri vasai che nei secoli in questo luogo si sono fatti conoscere per la loro grande bravura. Sullo sfondo, l’antico portale in ricordo dei grandi maestri scalpellini delle zone di Serra San Bruno. Un mega murales, dunque, che in un solo colpo riesce a unire storia, cultura e tradizione. Nativo di Mileto, Fortunato Pedulà non è nuovo a iniziative del genere. Formatosi all'Accademia di Belle Arti di Catanzaro, il giovane pittore vibonese ha trovato nella street art e nella rigenerazione urbana la sua massima espressione.
Di fronte a lui vecchie facciate, porte e garage diventano tele da dipingere, spazi privilegiati che, insieme al collega Chiaravalloti, ben presto riesce a trasformare in opere capaci di emozionare e di ergersi a simbolo di rinascita. Da questa sua visione è nato anni fa il progetto “Portiamo Arte Festival” di cui è ideatore e curatore. La rassegna itinerante, gesto d’amore per la propria terra, via via sta coinvolgendo decine di borghi della regione e un gran numero di artisti provenienti da ogni dove. Una due giorni di attività in cui vicoli e piazze prescelti si trasformano quasi per incanto in un laboratorio creativo a cielo aperto, dove a farla da padroni sono murales, attività per bambini, musica e spettacoli. L’obiettivo dichiarato è dimostrare che un borgo non si salva soltanto con le infrastrutture, ma anche con l’arte, la cultura, la creatività e il senso di appartenenza. Con creazioni, come "L'anima e Juracarne", capaci di trasformare angoli anonimi della Calabria in luoghi da vivere e da preservare, divenendo esse stesse motivo di attrazione per turisti, appassionati del settore e semplici passanti.


