Il passaggio di consegne al maestro Francescantonio Pollice si inserisce nel segno della continuità di un percorso costruito nel tempo, dedicato alla crescita del Torrefranca e dei suoi allievi
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Nel giorno del passaggio di consegne alla guida del Conservatorio di Musica “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia, il direttore uscente Vittorino Naso traccia un bilancio del lavoro svolto nel corso dei due mandati che, nell’arco di sei anni, lo hanno visto alla guida dell’Istituzione.
«Sin dall’inizio del suo mandato – si legge in un comunicato di resoconto - il direttore Naso ha scelto di operare nel solco della continuità amministrativa e didattica, individuando nel maestro Francescantonio Pollice – nominato vicedirettore – un interlocutore con cui condividere indirizzi e prospettive di sviluppo dell’Istituzione. Un percorso costruito attraverso il coinvolgimento attivo della prof.ssa Chiara Macrì, del maestro Domenico Giannetta e di tutti i docenti che hanno preso parte agli organi di governo del Conservatorio, dal Consiglio Accademico al Consiglio di Amministrazione».
Gli spazi dell’ex convento dei gesuiti
Tra le prime e più complesse sfide affrontate «vi è stata l’individuazione di una sede idonea alle esigenze del Conservatorio: un passaggio tutt’altro che scontato, reso ancor più difficile dagli anni della pandemia, ma decisivo per garantire condizioni adeguate allo sviluppo delle attività didattiche e all’accesso a nuove opportunità di accreditamento e finanziamento.
La disponibilità degli spazi dell’ex Collegio dei Gesuiti, in prossimità della sede principale di Via Corsea – si fa presente - ha consentito di configurare di fatto un unico polo funzionale, sul modello di altre realtà del sistema Afam, permettendo al Conservatorio di dotarsi, tra le altre cose, di una Biblioteca finalmente adeguata alle esigenze di studio, ricerca e consultazione».
Didattica
Definita la questione logistica, «l’attenzione si è progressivamente concentrata sul versante didattico e sull’ampliamento dei servizi agli studenti. In questa direzione si colloca il lavoro avviato già dal 2022 sui temi dell’inclusione, con la nomina, tra i primi Conservatori in Italia, di un delegato del Direttore per i dsa e le Disabilità, incarico affidato alla prof.ssa Chiara Macrì, e la conseguente attivazione di iniziative dedicate, tra cui due convegni nazionali dedicati al rapporto tra disabilità e sistema Afam e l’attivazione di seminari e percorsi legati alla musicoterapia e alla didattica speciale.
Parallelamente, il Conservatorio ha rafforzato la propria presenza nell’ambito della ricerca, anche grazie al lavoro editoriale svolto in collaborazione con i professori Domenico Giannetta e Chiara Macrì: dalle pubblicazioni dedicate a Nicola Antonio Manfroce ai Quaderni di Analisi, fino ai due volumi Fausto Torrefranca – Scritti di musicologia critica ed estetica e alla rivista di didattica musicale Didattica musicale e oltre…, che raccolgono anche contributi degli studenti, restituendo il livello e la qualità del percorso formativo interno».
Negli stessi anni «sono stati attivati dottorati di ricerca in convenzione con il Conservatorio di Cosenza, potenziati i programmi di mobilità internazionale Erasmus, coordinati dal maestro Michele Cosso, e avviate produzioni discografiche che hanno visto protagonisti gli allievi del Conservatorio, tra cui il recente lavoro curato dagli studenti della classe di composizione del maestro Luigi Mogrovejo».
Nuovi linguaggi musicali
Particolare attenzione è stata inoltre riservata all’apertura verso i nuovi linguaggi musicali, «attraverso il consolidamento del Dipartimento di Nuovi Linguaggi e Tecnologie, che comprende i percorsi di jazz, pop-rock, musica applicata alle immagini, musica elettronica e tecnico del suono, nella convinzione che la qualità dell’insegnamento passi anche dalla capacità di interpretare la musica in una prospettiva ampia e contemporanea».
Nel corso del mandato, l’offerta formativa è stata ulteriormente qualificata grazie all’ingresso, tramite graduatorie a tempo indeterminato, «di docenti di alto profilo artistico e accademico, in grado di garantire continuità e solidità ai percorsi di studio. In questo quadro si inserisce anche l’attivazione dei percorsi di formazione iniziale e abilitazione per i docenti, accreditati dal Ministero, che hanno ampliato in maniera significativa l’offerta formativa del Conservatorio, rafforzandone il ruolo nel sistema nazionale dell’alta formazione artistica e musicale e contribuendo ad attrarre un numero crescente di studenti».
La stagione concertistica
Parallelamente, il Conservatorio ha promosso una intensa attività di produzione artistica, coinvolgendo i docenti nella stagione concertistica e sostenendo iniziative come la Stagione degli Studenti promossa dalla Consulta studentesca, le attività dell’Orchestra Sinfonica e del Coro Polifonico, dirette rispettivamente dal maestro Eliseo Castrignanò e dal maestro Gianfranco Cambareri. Si tratta di esperienze che rappresentano per gli studenti palcoscenici diretti di crescita artistica, occasioni concrete in cui mettere alla prova e condividere il proprio percorso formativo e il proprio talento, come dimostra anche il concerto affidato all’Orchestra Sinfonica e al Coro del Conservatorio in occasione dell’inaugurazione del nuovo Teatro Comunale, su invito dell’Amministrazione cittadina».
Il fondo Isotta
Tra i momenti più significativi si colloca anche «l’acquisizione del prestigiosissimo Fondo bibliografico-musicale Paolo Isotta, oggi custodito presso la Biblioteca dell’Istituto, e l’organizzazione di numerose masterclass con artisti di chiara fama internazionale, per citarne alcune quelle a cura di Nicola Piovani, Nicole Johänntgen, Laura Marzadori, Fabrizio Meloni, Enrico Pieranunzi, Paolo Totti, Massimo La Rosa e Fabrizio Bosso - che hanno scelto di condividere a Vibo Valentia il proprio percorso artistico e formativo con gli studenti del Conservatorio, restituendo il riconoscimento del ruolo e dell’importanza che il “Torrefranca” ha progressivamente consolidato nel sistema dell’alta formazione musicale».
Naso: «Torno a tempo pieno alla didattica»
«Ho vissuto questi anni - dichiara il direttore Naso - come un servizio reso al Conservatorio e alla città. Ho avuto la fiducia dei colleghi e ho cercato di operare sempre con l’obiettivo di rafforzare il ruolo del “Torrefranca” come luogo di alta formazione musicale. Concluso questo incarico, torno a tempo pieno all’attività didattica, che è da sempre la ragione della mia presenza in questa Istituzione».
Il passaggio di consegne al maestro Francescantonio Pollice, conclude la nota, «si inserisce nel segno della continuità di un percorso costruito nel tempo, con l’auspicio che il Conservatorio possa proseguire nel proprio processo di crescita, consolidando il ruolo di presidio culturale e formativo di alta qualificazione per la città e per il territorio».

