Un lunedì all'insegna dell'arte, della cultura e della profonda memoria storica. Sullo sfondo suggestivo di Pizzo, dove la bellezza del paesaggio abbraccia il mare e si perde negli orizzonti, la splendida Piazza della cittadina napitina ha ospitato, lunedì scorso un nuovo e partecipato appuntamento del Caffè Letterario. Cornice d'eccezione dell'evento è stata la storica Gelateria Morino che, per l'occasione, ha trasformato i suoi spazi all'aperto in un moderno e stimolante cenacolo intellettuale.
Il tema centrale della serata, "Il Culto Mariano a Pizzo", ha permesso non soltanto di indagare la viscerale devozione della comunità locale verso la Vergine Maria, ma soprattutto di tracciare un accurato itinerario storico-religioso e artistico legato alle numerose chiese cittadine a lei dedicate.

Il tavolo dei relatori

Il tavolo dei relatori, sapientemente coordinato da Anna Rotundo (docente e saggista al Centro Studi Theotokos), ha visto l'alternarsi di figure di spicco del panorama culturale e accademico, capaci di mantenere un livello dialettico e documentale di altissimo profilo. Al dibattito hanno preso parte Greta Di Leo (Presidente Pro Loco Pizzo), Don Fortunato Figliano (Parroco del Duomo di San Giorgio), Don Antonio Russo (Rettore della Chiesa del Purgatorio e della Madonna delle Grazie), Franz Chiaravalloti (Presidente della Sezione Calabrese Nunziatella di Napoli e appassionato cultore di storia locale), Giuseppe Rando (Ordinario di Letteratura Italiana presso l'Università di Messina), Martino Michele Battaglia (SSML Campus dello Stretto di Reggio Calabria, Real Academia de Córdoba e Academia Andaluza de la Historia) e la House Manager Santina Belvedere.
L'iniziativa ha offerto alla cittadinanza un'importante opportunità di aggregazione, rievocando la funzione sociale delle antiche polis greche, in cui la cultura diventava il fulcro della vita pubblica e delle relazioni umane. A fare gli onori di casa è stata proprio Santina Belvedere, gestore della storica gelateria e promotrice dell'evento, che ha espresso grande soddisfazione: «Siamo profondamente orgogliosi di poter ospitare, nella nostra Gelateria, questo Caffè Letterario. Abbiamo scelto intenzionalmente di svolgere l'incontro all'aperto sia per dare voce alla parte più bella e autentica di Pizzo, sia per accogliere i presenti in un'atmosfera più calda e inclusiva».

Tra Storia e Devozione: l'Evoluzione del Culto

Tra gli interventi più incisivi e ricchi di spunti, si è distinto quello di Franz Chiaravalloti, che ha ripercorso con maestria le tappe della fede mariana a Pizzo, lanciando anche un monito sulla contemporaneità: «Oggi purtroppo non siamo più curiosi: abbiamo ogni informazione a portata di smartphone e tendiamo a non cercare oltre. Dobbiamo invece ricordare che non tutto ciò che si trova sul web corrisponde a verità, e la vera conoscenza richiede approfondimento. Il Culto Mariano a Pizzo si sviluppa su un preciso piano iconografico e liturgico a partire soprattutto dal drammatico terremoto del 1783. Osservando le nostre chiese, notiamo ovunque una fortissima impronta devozionale verso Maria, come testimoniano la Chiesa di San Nicola, la Chiesa delle Anime del Purgatorio o la Chiesa del Carmine».

La Vergine nella Letteratura e nell'Arte Rinascimentale

Subito dopo, il critico letterario Giuseppe Rando ha offerto una raffinata lectio magistralis sulla figura della Madonna nella tradizione letteraria italiana, focalizzandosi su due giganti della nostra storia: Tommaso Campanella e Jacopone da Todi. «La presenza di Maria nella letteratura è un territorio vastissimo», ha spiegato Rando. «Mi sono voluto soffermare su Campanella, un frate di umili origini, figlio di un calzolaio, che seppe formarsi da solo diventando, a mio avviso, il più grande poeta italiano del Seicento, capace di superare la vacuità della lirica barocca del tempo grazie a una straordinaria forza espressiva». Rando ha poi tracciato un parallelismo spirituale e biografico con Jacopone da Todi, anch'egli perseguitato dall'Inquisizione, celebrando il capolavoro "Donna de Paradiso": «Un'opera unica al mondo per intensità e struttura dialogica, in cui il Nunzio e la Madonna si confrontano sul dramma della cattura del Figlio. Nessuno come Jacopone è mai riuscito a immedesimarsi così intimamente nel dolore e nell'umanità di Maria».
A suggellare lo spessore dell'evento è stato l'intervento di Martino Michele Battaglia, incentrato sulla splendida statua marmorea cinquecentesca custodita a Pizzo e attribuita alla rinomata Scuola di Antonello Gagini. Battaglia ha evidenziato come questa preziosa opera completi idealmente lo straordinario "itinerario gaginiano" in Calabria, una delle massime testimonianze del Rinascimento nella regione. Un viaggio artistico ed espressivo che l'artista palermitano ha avviato da Ardore, con la suggestiva Madonna nella grotta di Bombile, proseguendo poi per Bagaladi e Seminara, per culminare infine tra Vibo Valentia – con il celebre trittico nel Duomo di San Leoluca – e, appunto, la perla napitina di Pizzo.

Intermezzo musicale

Ad impreziosire ulteriormente la serata sono state le eccezionali esibizioni musicali di due giovanissimi e promettenti talenti locali: Sofia Speziale, che ha incantato con la sua sensibilità al violino, e Alessandro Speziale, che ha dato prova della sua maestria al sassofono, uno strumento che gli ha già valso prestigiosi riconoscimenti a livello regionale e interregionale. Un connubio perfetto di storia, fede e arte che ha regalato a Pizzo una memorabile notte di cultura condivisa.