Dallo spleen di Baudelaire a Leopardi e Montale, il presidente del Cepell realizza un percorso tra letteratura ed emozioni per aiutare i giovani a comprendere sé stessi e il disagio contemporaneo attraverso la cultura umanistica
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All’IIS ITG, ITI e ITE di Vibo Valentia, il 12 marzo 2026, si è svolta una lezione di altissimo profilo culturale, tenuta dal professor Giuseppe Iannaccone, illustre italianista e Presidente del Centro per il Libro e la Lettura (Cepell), organismo autonomo del Ministero della Cultura dedicato alla promozione della lettura come pratica educativa e civile.
L’incontro, fortemente voluto dalla dirigente scolastica Maria Gramendola e dal titolo evocativo “Le immense strisce della pioggia. Spleen, male di vivere, malinconia: gli infiniti nomi di un sentimento poetico”, è stato seguito con grande interesse dagli studenti. Ancora una volta, l’Istituto ha dimostrato di non limitarsi all’eccellenza in ambito tecnologico e nei progetti innovativi, ma di saper ampliare il proprio orizzonte formativo, abbracciando con pari intensità anche la cultura umanistica. L’obiettivo è formare allievi capaci di coniugare creatività e rigore, emozione e metodo.
Ad aprire la mattinata sono stati i saluti e i ringraziamenti della professoressa Carmen Palumbo, coordinatrice del Dipartimento umanistico, che ha guidato con sensibilità e competenza il dialogo con l’illustre ospite. La presenza del presidente del Cepell conferma una strategia educativa solida: all’Istituto, cultura letteraria e formazione tecnologica non sono ambiti separati, ma parti complementari di un percorso che mira a formare cittadini consapevoli e competenti.
Durante la lezione, il professor Iannaccone ha accompagnato gli studenti in un affascinante viaggio tra le molteplici declinazioni della malinconia nella letteratura europea, italiana e latina. Il percorso ha attraversato lo spleen baudelairiano e il “male di vivere” dei grandi autori italiani – Dante, Petrarca, Leopardi e Montale – fino ai classici latini come Lucrezio e Seneca.
L’incontro si è rivelato anche un’importante occasione di riflessione sulle emozioni complesse tipiche dell’età adolescenziale. Inserita nella Curvatura di Educazione civica, la lezione ha avuto come obiettivi la comprensione dei propri stati emotivi attraverso la letteratura, la promozione del benessere psicologico e il rispetto di sé e degli altri, nonché la valorizzazione della cultura come strumento di crescita individuale e collettiva.
La poesia è stata così presentata non solo come materia di studio, ma come chiave per interpretare il mondo e se stessi. Il professor Iannaccone ha evidenziato come lo spleen non sia soltanto un concetto letterario, ma un fenomeno psicologico che attraversa epoche e generazioni: dal disagio interiore dei poeti ai silenzi inquieti della contemporaneità digitale. Attraverso letture e confronti, ha mostrato come il “male di vivere” rappresenti un linguaggio universale capace di esprimere ansie, fragilità e ricerca di senso.
Gli studenti hanno partecipato con attenzione e coinvolgimento, riconoscendo in quelle parole aspetti della propria esperienza quotidiana. La lezione si è così configurata come uno spazio autentico di riflessione e crescita personale.
La presenza del professor Iannaccone ha confermato la volontà dell’Istituto di offrire agli studenti occasioni di alto valore culturale e di confronto diretto con figure di rilievo del panorama accademico nazionale. In un tempo in cui la lettura e la riflessione critica sono strumenti fondamentali di cittadinanza attiva, incontri come questo contribuiscono a sviluppare nei giovani non solo la capacità di comprendere un testo, ma anche quella di interpretare se stessi e la realtà che li circonda.
Attraverso il dialogo con la letteratura e con studiosi di alto profilo, gli studenti imparano a riconoscere il valore della lettura come pratica educativa, formativa e civile: uno strumento essenziale per costruire pensiero critico, comprendere sé e gli altri e diventare cittadini più consapevoli. Un aspetto particolarmente rilevante in un’epoca segnata da pressioni sociali, stress e solitudine digitale, in cui la capacità di decifrare le proprie emozioni diventa parte integrante del percorso di crescita.

