L’evento ha visto la partecipazione di studiosi di livello internazionale che hanno relazionato sul ritrovamento della laminetta orfica custodita nei locali del Museo archeologico nazionale del castello
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Un pubblico numeroso e partecipe ha affollato, nel pomeriggio di domenica 4 gennaio, la sala congressi del 501 Hotel di Vibo Valentia per assistere alla Lectio Magistralis dal titolo “Il paesaggio dell’Ultramondo per gli Ipponiati antichi”, promossa dal Rotary Club di Vibo Valentia, guidato dalla presidente Beatrice Romano. Un evento di alto livello culturale, capace di coniugare rigore scientifico, emozione e valorizzazione del patrimonio locale, incentrato sulla straordinaria laminetta orfica rinvenuta a Hipponion e oggi custodita nei locali del Museo archeologico nazionale del castello svevo-normanno. A portare i saluti istituzionali è stata la presidente del Rotary Club, Beatrice Romano, che ha sottolineato con soddisfazione la qualità dell’evento e la forte partecipazione: “Questa serata – ha spiegato – è la dimostrazione che il nostro territorio è pronto ad accogliere e promuovere cultura, bellezza, conoscenza. La presenza di studiosi di livello internazionale, come il professore Arslan e la professoressa Bencze, ci onora e ci responsabilizza. Vedere la sala così gremita, con un pubblico attento e curioso, è per noi il segno che il Rotary può e deve essere motore di crescita culturale e di valorizzazione del patrimonio locale. “Particolarmente toccante il momento in cui il professore Arslan ha ricordato l’emozione del primo contatto con la laminetta e l'importanza del suo valore come testimonianza spirituale di un popolo e di una civiltà. Un reperto piccolo nelle dimensioni, ma immenso per ciò che rappresenta: una guida per l’anima nell’aldilà, scritta in caratteri d’oro, unica nel suo genere. Ospite d’eccezione della serata, il professore Ermanno Arslan, accademico dei Lincei, tra i più autorevoli studiosi italiani di numismatica e archeologia, che ha regalato al pubblico un momento di grande intensità, ripercorrendo personalmente le circostanze del ritrovamento della laminetta negli anni ‘60 e offrendo una lettura profonda dei suoi contenuti. Un intervento appassionato e coinvolgente, che ha restituito al pubblico la bellezza e il mistero di un oggetto unico, legato al pensiero orfico e alla visione dell’aldilà degli antichi Ipponiati. Al suo fianco, la professoressa Agnes Bencze della Pázmány Péter Catholic University (Ungheria) ha proposto un raffinato approfondimento sul simbolismo della laminetta e sul contesto filosofico-religioso in cui si inserisce, evidenziando le connessioni con la cultura greca e con i riti misterici diffusi nel Mediterraneo antico. L’incontro è stato introdotto con passione e competenza dall’archeologa Maria D’Andrea, che ha illustrato al pubblico il quadro storico-archeologico di riferimento, valorizzando il ruolo di Hipponion nella Magna Grecia e il significato del corredo funerario nel quale la laminetta è stata rinvenuta. L’evento ha saputo coniugare competenza scientifica, passione divulgativa e spirito di servizio, ponendosi come modello per le future iniziative del Rotary vibonese e contribuendo a rafforzare il legame tra comunità e identità storica. Una serata in cui — come ha ricordato la presidente Romano — “non c’era solo gente, ma cultura, emozione e un senso di comunità che ci rende orgogliosi di essere parte del Rotary”. Una pagina importante scritta dal Club, che ha promosso ancora una volta l’arte, la storia e la memoria del territorio.

