Un vero e proprio tuffo nel passato per i residenti, che hanno potuto ripercorrere costumi e musica degli anni Settanta grazie al romanzo di Paolo Ferrillo, edito da Santelli
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Un romanzo di formazione, diario fedele e sincero di una vacanza lontana, quando l’estate significava libertà, nel tempo, nello spazio e nel cuore. “Joppolo ’76”, titolo del libro di Paolo Ferrillo, edito da Santelli, che riporta a cinquanta anni fa, in un campeggio della marina del borgo, ha suscitato interesse, curiosità e dato respiro a una sequela di ricordi. Il libro è stato presentato a Casa Mela, sul lungomare di Joppolo. In tanto hanno voluto partecipare alla chiacchierata, dentro la storia, tra l’autore napoletano Paolo Ferrillo e la moderatrice, Rosanna Pontoriero. A porgere i saluti istituzionali, in veste di organizzatrice, la presidente dell’Inner Wheel di Nicotera, Florinda Albino, la quale ha epilogato la manifestazione con il racconto dei luoghi simboli di Joppolo nei decenni passati. L’evento è stato organizzato dall’Inner Wheel di Nicotera, in collaborazione con il comitato Donne e Solidarietà e l’Organizzazione Culturale Viaggiatori e Artisti.
Il libro
Il racconto è intimo, fluido, sincero, per niente nostalgico, di due settimane che l’autore, diciassettenne, trascorse in un campeggio di Joppolo, insieme agli amici nel 1976. Un tempo grazie al quale, come ha dichiarato nel corso dell’intervista, «è diventato un uomo», rappresentando una vera e propria iniziazione. Giorni densi di esperienze, avvenimenti, chiacchiere, imprese, riflessioni, traguardi e avventure al mare. Uno spaccato, dallo spirito libertario, di quegli anni, nei quali si parlava, si litigava e ci si divertiva con ingenuità. Per Paolo quella vacanza fu un laboratorio di vita che, nell’opera, narra con il passo a metà tra un esploratore e un cronista di strada. Amicizie, amori, tutto permeato di salsedine e rumoreggiato da chiacchiere, cicale e vociare, di confine tra una tenda e l’altra, dove si potevano ascoltare «musiche, confidenze, corteggiamenti».
L’interesse del pubblico
Lo spirito appassionato dell’autore ha animato una discussione tra i presenti, non soltanto intorno al libro e alle sue vicende. Sono emerse osservazioni acute sull’idea di condivisione, avventura, cordialità e godimento. L’audacia di parlarsi fronte a fronte, in amicizia come in amore, senza l’esasperazione del compiacimento. Un utilizzo coraggioso del vocabolario, che rendeva i rapporti solidi e le circostanze ricche. Un concetto rimarcato in diversi interventi. E poi una antropologia dei luoghi legata propriamente a Joppolo, unita alla ricostruzione del costume di allora, partendo dalla musica.

