L’Orchestra di Fiati del Conservatorio statale di musica “Fausto Torrefranca” ha concluso il proprio ciclo di concerti a Vibo Valentia, dopo le tappe di Vibo Marina e Seminara. L’ultimo appuntamento si è svolto giovedì 29 ottobre nella Sala Concerti dell’ex Collegio dei Gesuiti, dove l’ensemble diretto dal maestro Ferruccio Messinese ha proposto un repertorio che ha attraversato la tradizione bandistica italiana e la musica sinfonica europea.

Tre concerti pensati per portare l’attività musicale del Conservatorio in luoghi differenti del territorio, affiancando alla formazione accademica degli studenti l’esperienza dell’esecuzione davanti al pubblico. Come sottolineato nella nota dell’istituto, il percorso aveva già fatto tappa venerdì 23 ottobre all’Istituto comprensivo “Vespucci-Murmura” di Vibo Marina e sabato 24 ottobre nella Chiesa di San Marco Evangelista a Seminara.

Il programma tra tradizione bandistica e repertorio sinfonico

Il concerto conclusivo ha riunito composizioni originali per banda e trascrizioni di celebri pagine orchestrali, valorizzando le possibilità espressive dell’orchestra di fiati. L’apertura è stata affidata al Canto degli Italiani di Michele Novaro, nell’elaborazione e revisione critica di Davide Pedrazzini, seguito da 4 Maggio di Fulvio Creux, marcia d’ordinanza dell’Esercito italiano.

Il repertorio è proseguito con Pomp and Circumstance March Op. 39 n. 1 di Edward Elgar, nella versione orchestrata da Michele Mangani. Spazio anche ad Amilcare Ponchielli, del quale è stata eseguita la Sinfonia per banda op. 153 in si bemolle minore, una pagina storica che, come spiegato nella nota, ha offerto al pubblico l’occasione di riscoprire «il suono della tradizione bandistica italiana mutuato con venature moderne».

Hanno completato il programma l’ouverture dall’operetta Cavalleria leggera di Franz von Suppé e Virtuoso di Giorgio Babbini, composizione per ottavino e banda che ha messo in risalto le caratteristiche tecniche ed espressive dello strumento solista. La parte è stata affidata alla studentessa Giorgia Talotta.

Gli studenti protagonisti con le proprie orchestrazioni

Tra gli aspetti più significativi dell’appuntamento è emerso il coinvolgimento degli studenti del corso di Strumentazione per Orchestra di Fiati, chiamati a confrontarsi direttamente con la complessità della scrittura orchestrale attraverso elaborazioni destinate all’esecuzione pubblica.

Tommaso Mangiacasale ha curato l’orchestrazione della Marcia funebre per una marionetta di Charles François Gounod, mentre Tania Bianco ha realizzato quella de Il vecchio castello, tratto dai Quadri di un’esposizione di Modest Musorgskij.

L’esecuzione dei due lavori ha rappresentato un passaggio importante nel percorso formativo, perché ha consentito agli studenti di ascoltare le proprie elaborazioni affidate all’orchestra e di verificare sul campo le soluzioni timbriche e strumentali adottate. Un’esperienza che ha portato lo studio oltre l’ambito teorico, mettendolo direttamente a confronto con la pratica esecutiva.

Il concerto del 29 ottobre ha così concluso un percorso che ha unito formazione, preparazione orchestrale e incontro con il pubblico, coinvolgendo non soltanto gli strumentisti, ma anche gli studenti impegnati nella direzione e nell’orchestrazione. Un’occasione per valorizzare il lavoro didattico del Conservatorio e offrire ai giovani musicisti un’esperienza concreta nelle diverse fasi della realizzazione di un concerto.