Lavoratori senza stipendio, a Pizzo a rischio la raccolta rifiuti

A denunciare il caso è il sindacato Confasi che si appella il prefetto affinché si faccia carico del problema. Sotto accusa l’amministrazione comunale e la nuova ditta che non avrebbe i requisiti necessari

A denunciare il caso è il sindacato Confasi che si appella il prefetto affinché si faccia carico del problema. Sotto accusa l’amministrazione comunale e la nuova ditta che non avrebbe i requisiti necessari

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«I lavoratori della ditta Muraca che svolgono il servizio della raccolta rifiuti a Pizzo vivono un momento economico e lavorativo di grande disagio, vuoi perché ancora oggi non hanno percepito le retribuzioni di febbraio, marzo, e tra un po’ aprile 2018, vuoi perché la ditta Muraca di Lamezia Terme, avendo vinto la gara d’appalto un’altra cooperativa, dopo la proroga ha già disdetto il contratto con il Comune inviando ai lavoratori le lettere di licenziamento. Ma quello che è grave è che le inadempienze salariali non dipendono dalla ditta ma dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Callipo che ancora oggi nonostante accordi sindacali non ha provveduto a saldare l’azienda Muraca». 

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A riferirlo in una nota è Giovanni Patania, segretario provinciale Confasi, il quale aggiunge come «altro aspetto, pure questo grottesco, attiene al fatto che nonostante la cooperativa Stella del Sud abbia vinto la gara d’appalto non è nelle condizioni di partire con il sevizio di raccolta giacché le condizioni giuridiche della stessa non gli consentono di applicare ai lavoratori il contratto nazionale. Siamo alla farsa, tale situazione non è più accettabile come sindacato abbiamo scritto al prefetto affinché si faccia carico di questa situazione. Venerdì insieme agli iscritti della mia organizzazione sindacale ci riuniremo per decidere le iniziative da attuare, un’Amministrazione che si rispetti tutela sempre i lavoratori e non trova scappatoie per evadere gli impegni assunti con il sindacato, la situazione sta degenerando e prima che sfoci in un problema di ordine pubblico chiediamo al prefetto di intervenire per sanare questa situazione».