Revoca fondi alla Vibo Sviluppo spa, conferma dal Consiglio di Stato

I giudici amministrativi respingono il ricorso per revocazione. La società dovrà restituire al Mise oltre un milione e mezzo di euro corrisposti indebitamente

I giudici amministrativi respingono il ricorso per revocazione. La società dovrà restituire al Mise oltre un milione e mezzo di euro corrisposti indebitamente

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Dovrà restituire al Ministero dello Sviluppo Economico oltre un milione e mezzo di euro (precisamente 1.631.587,73 euro) la società “Vibo Sviluppo spa”, soggetto responsabile del Patto territoriale della Provincia di Vibo, articolato in un patto generalista, in un patto per lo sviluppo del settore turistico ed in un patto per lo sviluppo del settore agricolo. La sesta sezione del Consiglio di Stato ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione – proposto dalla “Vibo Sviluppo spa” – della precedente sentenza dei giudici amministrativi di secondo grado con la quale il 13 febbraio dello scorso anno era stata confermata la decisione del Tar di Catanzaro del 13 gennaio 2016. In sostanza, resta valida la nota ministeriale con la quale nel giugno 2013 è stata contestata alla società l’iscrizione nel bilancio della “Vibo Sviluppo spa” della somma di oltre 8 milioni di euro (precisamente 8.157.938,64 euro) riconosciuta con decreto del 28 settembre 2011 e liquidata nel dicembre 2011. Secondo i giudici amministrativi, il provvedimento di revoca parziale impugnato dalla “Vibo Sviluppo spa” è fondato sulla ritenuta indebita corresponsione della somma di 1.631.587,73 euro, essendo stato già liquidato dal Ministero dello Sviluppo Economico l’incremento pari al 25% previsto da una legge del 2007. La vicenda era nata nel 2007 da una rimodulazione del Patto generalista con l’impegno di 8.157.938,64 euro ripartiti in 6.500.000 euro per opere infrastrutturali e 1.631.587,73 quale 20% per lo svolgimento dei compiti amministrativi. Il Ministero, a seguito di approfondimenti, invitava però la “Vibo Sviluppo spa” alla restituzione delle somme ritenute indebitamente percepite. Procedure ritenute tutte corrette sia dal Tar che dal Consiglio di Stato che hanno infatti respinto i ricorsi della “Vibo Sviluppo spa”. I giudici sottolineano inoltre, nella nuova sentenza odierna, che la giurisprudenza amministrativa è costante nel ritenere l’istituto della revocazione un rimedio eccezionale che non può convertirsi in un terzo grado di giudizio. Nel caso di specie, inoltre, il Consiglio di Stato ha ritenuto doveroso il recupero delle somme indebitamente erogate.   LEGGI ANCHE: Patti territoriali e fondi a rischio, Vibo Sviluppo al lavoro per scongiurare lo stop del Mise

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