Il Corap viaggia verso la liquidazione, Valotta si dimette – Video

I lavoratori attendono diversi mesi di stipendi arretrati mentre le aree industriali restano nel degrado e gli enti pubblici lamentano disservizi. Come a Dasà dove il depuratore sversa liquami per strada 

I lavoratori attendono diversi mesi di stipendi arretrati mentre le aree industriali restano nel degrado e gli enti pubblici lamentano disservizi. Come a Dasà dove il depuratore sversa liquami per strada 

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Lavoratori da mesi senza stipendi (ieri hanno ricevuto la mensilità di marzo), un piano industriale che non c’è, il rischio forte di una messa in liquidazione: è rovente l’estate anche per il Corap, il consorzio regionale che ha in “cura” le zone industriali calabresi, tra le quali quelle che insistono nella provincia di Vibo Valentia. Per venerdì il governatore Mario Oliverio ha convocato i delegati sindacali e dalla Cittadella non filtrano notizie confortanti né per le spettanze arretrate né per il futuro complessivo del super ente varato ai tempi della giunta Scopelliti. Per questo i sindacalisti rimangono abbottonati, temono infatti che sul tavolo la politica butti la carta della dissoluzione del consorzio, con le eventuali ricadute finanziarie ed operative che si possono immaginare, visto che non sarebbe stata prospettata alcuna proposta alternativa. Nel frattempo il direttore generale, l’ingegnere vibonese Filippo Valotta, ha rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico che aveva assunto appena 2 mesi fa.

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Una fine traumatica per l’Ente funzionale, se fosse confermata la strada della liquidazione, che arriverebbe nello scorcio finale della legislatura dopo i tanti cambi al vertice dell’ente decisi in questi 5 anni, senza mai individuare un assetto definitivo e stabile. Intanto, il quadro sul campo offre condizioni veramente oltre ogni limite: nelle zone industriali di Vibo Valentia e Gioia Tauro ci si imbatte nel degrado, lotti industriali trasformati in discarica, segnaletica fatiscente e manutenzione stradale che fa venire in mente le zone bombardate. Codice rosso per i conti, ma anche per una mission che non è stata ben esplicitata in questi anni, come conferma il caso di un imprenditore di Crotone che in questi giorni ha annunciato l’intenzione di lasciare la Calabria, proprio per via del Corap che presenta le zone industriali con “biglietti da visita” veramente squalificanti.

Non va meglio nei comuni in cui alcuni servizi essenziali ricadono nella gestione del Corap. È il caso di Dasà che si trova alla prese in questi giorni con gravi problemi al depuratore consortile, oggetto di perdite (foto in basso) che rischiano di costituire un serio pericolo dal punto di vista igienico-sanitario. Liquami per strada e nei fossi, odore nauseabondo e allarme inquinamento. «Mi sono rivolto al consorzio – spiega sconsolato il sindaco Raffaele Scaturchio a Il Vibonese – ma la risposta è sempre la stessa: siamo allo sbando, non prendiamo lo stipendio da mesi e non siamo nelle condizioni operative per intervenire».

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