Un altro Gal in provincia di Vibo? Scoppia il caso Sant’Onofrio

Il presidente del Cogal Pileggi condanna la presenza del consigliere regionale delegato all’agricoltura D’Acri ad una riunione convocata dal sindaco Maragò. «Si vuol creare uno strumento al servizio di una corrente politica»

Il presidente del Cogal Pileggi condanna la presenza del consigliere regionale delegato all’agricoltura D’Acri ad una riunione convocata dal sindaco Maragò. «Si vuol creare uno strumento al servizio di una corrente politica»

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La piazza principale di Sant'Onofrio
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«Abbiamo appreso che il sindaco di Sant’Onofrio, Onofrio Maragò, si è reso promotore di una riunione di amministratori per costituire un nuovo Gruppo di azione locale al sulla provincia di Vibo Valentia. Fin qui nulla di strano, fermo restando che per la stessa provincia, il 25 luglio scorso, un forte partenariato pubblico-privato ha approvato la strategia di sviluppo rurale da presentare alla Regione Calabria, a seguito dell’avviso pubblico del 29 giugno corrente anno».

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La puntualizzazione arriva da Paolo Pileggi, presidente del Cogal Monte Poro – Serre vibonesi, il quale, esprimendosi a nome di tutto il citato partenariato pubblico-privato, ravvisa un «fatto grave», vale a dire che «alla riunione, tenutasi a S. Onofrio stamane, 28 luglio, abbia partecipato Mauro D’Acri, consigliere regionale con delega all’Agricoltura».

Si tratta, per il Cogal, di «una evidente scorrettezza istituzionale che va denunciata pubblicamente, invitando tutti alla riflessione per un comportamento che contraddice l’imparzialità dell’istituzione Regione, nel momento in cui vi è sul territorio un confronto su opzioni diverse relativamente al ruolo e alla funzione del Gal».

Imparzialità che, invece, rivendica lo stesso Cogal «ritenendo questo comportamento condizione primaria per rappresentare tutto il territorio e i suoi interessi. A testimoniare tutto ciò – afferma Pilegi -, sono le decine e decine di aziende e opere realizzate per sviluppare questo difficile territorio. Non saranno adesso comportamenti non conformi quelli che sono i dettami dello sviluppo locale a farci cambiare strada dopo venti anni di duro lavoro».

Quindi l’intervento di D’Acri, viene ritenuto «un segnale scorretto e pericoloso, in quanto colui che deve garantire l’imparzialità gioca in una delle due squadre. E’ venuto allo scoperto un disegno fin qui tenuto nascosto: avere a disposizione uno strumento, appunto il Gal, al servizio della politica e più precisamente di una corrente politica. Questo disegno è stato camuffato da argomentazioni ingannevoli e false, come il fatto che i Comuni e gli Enti pubblici potessero beneficiare delle risorse destinate ai territori rurali con la famosa misura 19 del Psr Calabria».

È falso per il Cogal che spiega che «le risorse della specifica misura sono destinate innanzitutto per far crescere il tessuto imprenditoriale» mentre «gli enti pubblici saranno beneficiari di altri strumenti dello stesso Psr quali i Piar».

L’iniziativa del sindaco di Sant’Onofrio, viene poi ritenuta «alquanto singolare, promuove una riunione per costituire un partenariato, quando il suo stesso Comune ha deliberato l’adesione a favore di quello di cui capofila è il Cogal. E’ del tutto evidente che si sta rispondendo all’ordine della scuderia politica con il chiaro e dichiarato obiettivo di mettere in difficoltà la solida partnership messa in campo dal Cogal».

Infine, l’appello «al senso di responsabilità del presidente Oliverio che, dall’alto della sua supervisione politica e amministrativa, garantirà sicuramente imparzialità e legalità, vigilando affinché tutte le parti in causa possano concorrere alla pari senza prevaricazioni o ingerenze di una certa politica dedita a soddisfare interessi di singoli».