Centro per l’impiego di Vibo, la Uil: «Inaccettabile che continui a restare chiuso»

Il sindacato riporta l’attenzione sull’ufficio per il lavoro appellandosi alle parti in causa «affinché trovino al più presto una soluzione»
Il sindacato riporta l’attenzione sull’ufficio per il lavoro appellandosi alle parti in causa «affinché trovino al più presto una soluzione»
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«È estremamente preoccupante il fatto che il Centro per l’Impiego di Vibo Valentia continui a essere chiuso a causa dell’inagibilità dei locali, in forza di un provvedimento del dirigente regionale delegato alla sicurezza che reclama il mancato adeguamento alla normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. In un territorio che già, nelle varie statistiche nazionali, si trova agli ultimi posti in tema di erogazione dei servizi alla popolazione, questo è l’ennesimo colpo inferto alla qualità della vita della nostra collettività».

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È quanto sostengono, in una nota, il coordinatore Uil Catanzaro-Vibo Valentia Pasquale Barbalaco e il segretario interprovinciale UilTemp Catanzaro-Vibo Valentia Luca Muzzopappa. «In un momento storico in cui si parla molto di politiche attive del lavoro, di nuove metodologie per far incontrare domanda e offerta, di abbattimento delle barriere che impediscono la mobilità del marcato del lavoro, i servizi per il lavoro e, di conseguenza, gli uffici che li erogano, dovrebbero assumere un ruolo strategico per il riposizionamento del nostro paese su standard più europei».

Per Barbalaco e Muzzopappa «durante questi anni, e soprattutto nei mesi di chiusura per l’emergenza sanitaria da Covid-19, il Centro per l’impiego è stato punto nodale per la fase iniziale del Reddito di Cittadinanza, la misura di sostegno e reinserimento lavorativo che in Italia si sta sperimentando da poco più di un anno. Con l’integrazione dei Navigator, che hanno il compito di gettare le basi per la seconda fase di attuazione del programma, molti disoccupati hanno sperato di riuscire a trovare un posto di lavoro. Così come nella gestione dei Tirocini di inclusione sociale attivati presso i Comuni del Vibonese da centinaia di persone, il Cpi di Vibo si è trovato a operare in un contesto molto complesso, molte volte con carenza di mezzi per poterlo fare. Tutto ciò, in una regione come la Calabria, che sconta già gravissimi ritardi e fragilità socioeconomiche, non può essere lasciato sulle spalle del direttore, Gianluca Contartese, la cui buona volontà e tenacia trascinano tutti i suoi collaboratori, per cercare di mantenere livelli accettabili di risposta alle esigenze dei tanti disoccupati, tirocinanti, percettori di Reddito di cittadinanza, che ogni giorno si mettevano in fila a quegli sportelli».

Ora, spiegano gli esponenti sindacali, «se non per alcuni servizi che possono essere mantenuti con la tecnologia digitale, tutto è più complesso e lento, aggravato dall’impossibilità di compiere alcune operazioni di persona, come la sottoscrizione dei Patti per il lavoro, considerando anche che l’utenza di tali servizi, in tutte queste fasi, chiede di essere agevolata negli adempimenti burocratici, già resi più complessi dalle recenti disposizioni di limitazione dei contatti per l’emergenza sanitaria in atto. Difficoltà che ricadono non solo sull’utenza ma sui lavoratori del Centro per l’impiego. Per questo sollecitiamo le parti in causa, Regione Calabria, Provincia e Comune di Vibo Valentia, affinché possano celermente trovare una soluzione sinergica che permetta di dotare il Centro per l’impiego di uffici moderni e funzionali, anche facendo ricorso a quei finanziamenti contenuti nel Piano straordinario di potenziamento dei Centri per l’impiego, che il ministero del Lavoro ha messo a disposizione delle regioni italiane. Dal canto nostro continueremo nelle interlocuzioni con i soggetti istituzionali coinvolti perché la vicenda si possa positivamente definire nel più breve tempo possibile».