Dpcm Conte, l’allarme della Cna Vibo: «A rischio il 30% delle attività»

Il presidente Cugliari si appella alla deputazione del territorio per chiedere una proroga della chiusura a mezzanotte per i locali e la riapertura di palestre e piscine
Il presidente Cugliari si appella alla deputazione del territorio per chiedere una proroga della chiusura a mezzanotte per i locali e la riapertura di palestre e piscine
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«Le restrizioni del nuovo Dpcm, seppur motivate dalla priorità di garantire la salute, rischiano di mettere definitivamente al tappeto interi settori dell’economia, innescando una crisi sociale pericolosa. Il rischio è molto concreto: le  misure messe in campo dal Governo risultano inique ed insufficienti per le imprese della nostra provincia  che rischiano di chiudere e non riaprire mai più».

È quanto afferma in una nota il presidente Cna Vibo Valentia, Antonino Cugliari. «Cna – prosegue –  chiede ristori immediati e chiari alle aziende colpite da questo semi lockdown. Ci sono migliaia di artigiani e piccoli imprenditori in ginocchio che meritano un sostegno vero per superare il presente, fatto solo di difficoltà e perdita di fatturato. Le nuove entrate non basteranno a ripianare le perdite determinate dalla nuova chiusura forzata; servono aiuti tempestivi tenendo conto che tante imprese hanno già subito forti riduzioni di fatturato a causa del precedente lockdown.  Palestre, piscine, cinema, ristoranti, pub, bar hanno pagato pesantemente il costo di questa lunga emergenza».

Per Cugliari: «gli artigiani e le piccole e medie imprese stanno vivendo un momento davvero drammatico. È un momento terribile per il Paese ma ciò non deve distoglierci dalle conseguenze devastanti che l’emergenza coronavirus sta causando alle attività; le misure imposte per contrastarlo sono inaccettabili. In considerazione che il nostro territorio notoriamente tra i più poveri e disagiati dell’intero Paese chiediamo agli onorevoli Viscomi, Tucci, Mangialavori, Ferro, Nesci, l’immediata disponibilità di risorse adeguate a sostegno delle attività duramente colpite dalla pandemia. Basti pensare ai ristoratori che hanno ingenti  spese mensili e che pertanto la chiusura alle 18 dei loro locali diventa una limitazione eccessiva con il rischio di una chiusura irreversibile di tali attività si chieda pertanto una proroga della chiusura a mezzanotte. Per quanto riguarda palestre, piscine ad altri sport si chiede la riapertura».

Dagli studi della Cna, conclude il presidente provincile, «anche il 2021 sarà fortemente compromesso, in particolar modo il Vibonese che ha forte vocazione turistica vedrà chiuse oltre il 30 per cento delle attività di ristorazione e filiera in quanto subisce gli effetti di una psicosi che ormai pervade l’intera società. La Cna non sta inerme a subire la crisi ma darà sostegno e forza alle imprese. Sicuri che dagli incontri già promossi con il Governo saranno adottate le misure più adeguate per dare alle imprese un aiuto concreto».