Il progetto promosso dalla Commissione Giovani dell’Ordine dei commercialisti coinvolge associazioni di categoria e professionisti del territorio. Si parte il 12 novembre al Valentianum con un incontro sulle startup innovative
Tutti gli articoli di Economia e Lavoro
PHOTO
Mettere insieme le competenze di commercialisti, avvocati e imprenditori per aiutare chi vuole avviare un’attività o far crescere la propria azienda. Nasce con questo obiettivo a Vibo Valentia la Scuola d’Impresa, un percorso formativo articolato in sette incontri mensili che prenderà il via il 12 novembre al Valentianum. L’iniziativa è promossa dalla Commissione Giovani dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Vibo Valentia, con il coinvolgimento dell’avvocatura, delle associazioni di categoria e di altre realtà del territorio.
Alla base del progetto c’è la consapevolezza che digitalizzazione, intelligenza artificiale e mercati sempre più competitivi stanno cambiando sia il modo di fare impresa sia il ruolo dei professionisti chiamati ad assisterla. Non bastano più una buona idea imprenditoriale o la conoscenza degli adempimenti burocratici: servono pianificazione, competenze trasversali e capacità di collaborazione.
Sette incontri per accompagnare la crescita delle imprese
Il programma seguirà le principali fasi della vita di un’azienda, dalla nascita dell’idea imprenditoriale alla gestione economica e finanziaria, dagli aspetti fiscali e giuridici alle strategie di sviluppo. Saranno affrontati anche l’accesso ai finanziamenti, l’internazionalizzazione e il passaggio generazionale, temi particolarmente importanti per la continuità delle attività produttive locali.
La Scuola d’Impresa si rivolge a imprenditori, professionisti, giovani e aspiranti imprenditori. A sostenere l’iniziativa, insieme alla Commissione Giovani ODCEC, sono AIGA Vibo Valentia, professionisti dell’Ordine degli Avvocati, i Giovani Imprenditori di Confindustria Vibo Valentia, Confcommercio Calabria Centrale, il GAL Terre Vibonesi e LAB89900.
Il progetto è sostenuto anche dalla presidente dell’Ordine dei commercialisti, Anna Maria De Marco, e dal vicepresidente Vincenzo Morelli.
Cutrullà: «Il professionista deve diventare un partner dell’imprenditore»
«Il nostro modo di lavorare è cambiato profondamente negli ultimi anni, e lo stesso vale per chi fa impresa», spiega Vincenzo Cutrullà, presidente della Commissione Giovani dell’ODCEC di Vibo Valentia.
«Fare impresa oggi richiede molto più di una buona idea: servono competenze, capacità di pianificazione e consapevolezza delle proprie scelte. Allo stesso modo, il professionista deve diventare un partner che accompagna l’imprenditore nelle decisioni, non solo negli adempimenti».
L’obiettivo, aggiunge Cutrullà, è «mettere in relazione le professioni e il mondo imprenditoriale, offrendo strumenti concreti a chi vuole avviare o far crescere un’attività. La crescita di un territorio passa dalla capacità di condividere conoscenze e costruire opportunità insieme».
Il debutto al Valentianum con le startup innovative
Il primo appuntamento è in programma giovedì 12 novembre, dalle 14.30 alle 18, al Valentianum di Vibo Valentia, con un incontro dal titolo «Start up e imprese innovative – Fiscale e strategia».
Al centro del confronto ci saranno l’analisi del mercato, la costruzione del modello di business, la pianificazione degli investimenti e le opportunità per le imprese innovative.
Interverranno Domenico Fuscà, avvocato e dottore di ricerca in diritto privato, sugli aspetti giuridici e contrattuali; Rocco Romeo, commercialista e revisore legale dell’ODCEC di Palmi, sui profili fiscali e sulla sostenibilità dei progetti; Raffaella Cannatelli, commercialista e revisore legale dell’ODCEC di Vibo Valentia, sugli aspetti economico-aziendali; e Andrea Morabito, B2B Sales Director & Global Partnerships e fondatore di una startup approdata a New York, che porterà la propria esperienza internazionale.
L’ambizione degli organizzatori è fare della Scuola d’Impresa anche uno strumento per sostenere l’imprenditoria giovanile e rafforzare il tessuto produttivo vibonese, favorendo la nascita di nuove attività e la crescita di quelle già esistenti.

