La federazione sospende dopo sei giorni i presidi ma mantiene lo stato di agitazione: senza risposte concrete, la protesta potrebbe ripartire anche a livello nazionale
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Dopo sei giorni di mobilitazione, gli autotrasportatori calabresi sospendono il fermo dei servizi, ma mantengono lo stato di agitazione. Fedralog chiede interventi strutturali contro il caro gasolio e fissa al Governo la scadenza del 27 ottobre 2026: in assenza di risposte concrete, la protesta potrebbe ripartire anche a livello nazionale.
Una scelta che, sottolinea Fedralog, non rappresenta una rinuncia alle rivendicazioni della categoria. «Registriamo i primi segnali di apertura, coerenti con le istanze condivise nell'incontro del 20 ottobre con i colleghi delle altre regioni. Resta però fondamentale un intervento immediato sul caro gasolio», dichiara l'organizzazione, evidenziando come la mobilitazione abbia contribuito ad accelerare il confronto con le istituzioni.
Dal Governo primi segnali di apertura
Il confronto istituzionale di martedì ha permesso di portare all'attenzione dell'esecutivo le richieste degli autotrasportatori. In attesa di conoscere il testo integrale dei provvedimenti che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Fedralog – si legge nella nota – valuta positivamente gli indirizzi emersi dal Consiglio dei ministri.
Tra i temi affrontati figurano l'ammortamento dei costi dei veicoli, l'estensione dei benefici fiscali sul carburante e l'introduzione di clausole per l'adeguamento dei corrispettivi. Misure che, secondo l'organizzazione, vanno nella direzione delle proposte presentate il 20 ottobre dalle delegazioni regionali.
La mobilitazione, organizzata autonomamente dagli autotrasportatori e senza il sostegno delle grandi associazioni nazionali di categoria, ha rappresentato anche un momento di aggregazione per il settore. Per Fedralog, la partecipazione ai presidi dimostra la capacità delle imprese di unirsi e far sentire la propria voce, ponendo le basi per una nuova forma di rappresentanza.
Regione Calabria, attesi la Consulta e il bonus gasolio
I primi risultati, riferisce Fedralog, arrivano anche sul fronte regionale. Dal confronto con la Regione Calabria sarebbero emersi due impegni: la pubblicazione, entro la settimana successiva, della Consulta regionale dell'autotrasporto, destinata a diventare una sede permanente di confronto tra istituzioni e rappresentanti del comparto, e l'attivazione, entro la fine di ottobre, della piattaforma telematica per presentare le domande relative al bonus gasolio.
Si tratta di passaggi che l'organizzazione considera importanti, ma non sufficienti a chiudere la vertenza. Il caro carburante, insieme all'aumento generalizzato dei costi di gestione, continua infatti a comprimere i margini delle imprese e a mettere a rischio la sostenibilità economica dell'autotrasporto.
«Il caro gasolio riguarda tutti»
Nel comunicato, Fedralog rivolge anche un appello alla cittadinanza, invitando a non considerare la protesta una battaglia circoscritta agli interessi dei camionisti. Il costo del carburante e l'aumento delle spese di trasporto, sottolinea l'organizzazione, incidono sull'intera filiera logistica e possono riflettersi sui prezzi dei beni di prima necessità.
Fedralog lamenta una partecipazione della popolazione inferiore alle aspettative, pur riconoscendo alcune eccezioni positive, e invita a superare divisioni e critiche superficiali. «Non si può pretendere che sia solo il settore dell'autotrasporto a scioperare ad oltranza, perdendo denaro ogni giorno che passa, per risolvere i problemi dell'intera Italia», evidenzia l'organizzazione.
Un ringraziamento viene rivolto alle Forze dell'Ordine per la professionalità e la collaborazione durante i presidi, oltre che alle realtà territoriali che hanno sostenuto la mobilitazione. Tra queste, Fedralog cita Astra di Reggio Calabria, il cui contributo viene definito decisivo per la riuscita delle iniziative nell'area reggina.
Ultimatum al 27 ottobre: possibile mobilitazione nazionale
La sospensione del fermo è accompagnata da una scadenza precisa. Fedralog concede al Governo tempo fino al 27 ottobre 2026 per individuare una soluzione strutturale e definitiva al problema del caro gasolio. L'organizzazione chiede risposte certe e interventi economici adeguati, escludendo che la pausa possa essere interpretata come un assegno in bianco alle istituzioni.
In caso di mancati progressi, la protesta potrebbe riprendere con maggiore determinazione, anche attraverso iniziative nazionali e un possibile corteo a Roma, da organizzare insieme alle altre realtà territoriali.
«La partita non è chiusa. Il fermo è sospeso, la vertenza resta aperta e la nostra attenzione rimane altissima», conclude Fedralog. Il messaggio rivolto all'esecutivo è chiaro: i primi segnali di apertura non bastano. Per evitare una nuova fase di mobilitazione servono interventi concreti che alleggeriscano i costi delle imprese e garantiscano prospettive sostenibili al settore dell'autotrasporto.



